Archive for the ‘Aforismi’ Category

30 frasi banali per dirti no

8 Maggio 2013

Quello che le donne ti dicono… (aggiornato)

– Diventiamo amici.
– Rimaniamo amici.
– Siamo amici.
– Sei diverso da tutti gli altri, ma capisci, c’è troppa confusione nella mia testa!
– Mi fa davvero piacere uscire con te. Ma non viene nessun altro!?
– Cinema no. Teatro no. Locale no. Andiamo a cena, stavolta peró facciamo alla romana. Tu paghi e io faccio il gesto.
– Il mio ex aveva tanti difetti, ma…
– Il mio ex era un vero idiota, ma…
– Il mio ex non sapeva parlare ma…
– Il mio ex…
– Hai conosciuto il mio ex?
– Va bene, usciamo, ma promettimi che non mi metterai in imbarazzo.
– Non mi piacciono i complimenti, mi imbarazzano.
– Lo sai che solo con te mi sento veramente di essere quella che sono. Questo mi imbarazza.
– E’ imbarazzante quanto mi capisci.
– Ti garantisco che, a parte te, solitamente non mi comporto così con le persone.
– Non posso venire a cena oggi, ho una giornata pienissima. Vi raggiungo dopo cena. Ah, eri solo?
– Carino il tuo amico.
– Carino tuo fratello.
– Carino il tuo collega.
– Carino il cameriere.
– Sei l’uomo giusto, ma al momento sbagliato. La storia della mia vita.
– La nostra amicizia è qualcosa di troppo importante perchè si riduca a un semplice rapporto di coppia.
– Non fotografarmi dai. Non mi piace mostrarmi in foto, perchè credo di poter dare molto di più a livello mentale senza che la componente estetica e visiva possa imprimere un’idea deviante della mia personalità, non riuscendo ad esprimerla nella sua completezza, vincolata necessariamente ai limiti umani dell’istantaneità.
– No dai. Niente foto…
– No dai, non mi taggare su fb…
– Mi fa piacere uscire con te, magari andiamo a mangiare una cosa veloce così evito di truccarmi?
– Per stasera? Chiamami quando sei qui sotto tanto esco in tuta che sto più comoda.
– Mi ha fatto davvero piacere il tuo messaggio anche se non avevo capito che eri tu dato che non ho memorizzato il tuo numero, come stai?
– Non sono mai stata una donna gelosa.
– Lascia stare, non mi merito uno come te.
– Lascia stare. Tu meriti di più di una come me.
– Senti, sono stata davvero bene. Magari se capita ci vediamo eh?
– Sto troppo bene con te, ma se ci provi non te lo perdonerei mai.
– Ti dispiace se stasera viene anche una mia amica? Anzi 2!
– E’ stata una serata fantastica. Dobbiamo assolutamente rivederci. Ti faccio sapere.
– Ti chiamo io…
– Ti scrivo su Fb…
– Ti mando una mail…
– Ti whatsappo…
– Ce l’hai skype? Cavolo io no.
– Ti mando un sms col mio numero…
– Ti squillo…
– Sono stata benissimo. Come hai detto che ti chiami?
– Sei una persona che stimo davvero.
– Bello come Brad Pitt, ricco come Briatore, simpatico come Bisio, generoso come Padre Pio. Mica chiedo troppo secondo te?

Dilettantismi di autodifesa.

29 aprile 2013

E’ tattica, la distanza di pensieri. Più garbata e rispettosa della privacy, mi permette comunque di essere presente e allo stesso tempo lontano.
Sono distante quando ascolto il minimo indispensabile, quando non ho voglia di ascoltare e non mi interessa.
Mi porto a distanza senza avere la più pallida idea di dove finisco. Probabilmente un posto lontano, ma non certo un gran bel posto. E da laggiù non c’è nulla che mi riporti indietro, se non l’entusiasmo per qualcosa. Un gol! Una donna! O semplicemente una scelta giusta.

La soluzione

27 aprile 2013

La soluzione è nel metodico caos di un illusorio e fragile universo, quello fatto di mille sconfitte e altrettanto apparenti vittorie, trinceate dietro alle profonde speranze di un uomo.
(tratto da “La prigione dei ricordi”)

La commedia della politica

23 aprile 2013

I tempi comici somigliano un po’ ai tempi politici. C’è il momento giusto per l’ingresso del protagonista, il tempismo per la battuta, per la sparata, per la rumorosa litigata, per la frase provocatoria, per le martellate in testa e le torte in faccia.
Ma è quando tutto questo non fa più ridere che tutto cessa di essere una commedia.

Tecniche di vita vissuta

18 aprile 2013

Teorie e tecniche di vita vissuta. Una materia difficile che pensi di aver imparato a scuola. Ma, per quanto tu possa aver studiato, nulla poi accade con la rapidità e la semplicità che vorresti.

Quasi tutti

16 aprile 2013

Poche persone sono veramente quello che raccontano di essere, ma quasi tutte credono di esserlo veramente.

Il gioco delle bambole di pezza

12 aprile 2013

Noi che giochiamo agli imprenditori, agli uomini di successo, agli innamorati, ai vincenti. Noi che siamo fidanzati, mariti e amanti insoddisfatti. Che non somigliamo per niente ai nostri genitori, ma nemmeno ai nostri figli. Che ogni mattina ci osserviamo, ci misuriamo e valutiamo il nostro piazzamento rispetto a ció che ci circonda, a quel che siamo e che facciamo.
Noi, eternamente in gara contro tutto e tutti, tranne che con noi stessi. Ed è una folle corsa verso il basso. Quella di chi precipita e si compiace di accelerare.
Prigioniero anche io di questo sconsiderato gioco delle bambole di pezza, oggi sento che dovrei provare a scusarmi per tutte quelle volte che ho giocato e mi sono trovato a precipitare, convinto di dover solo staccare gli altri.
Chiedere scusa alle persone che amo e soprattutto a me stesso. Ma il monologo delle scuse potrebbe essere lungo e molto impegnativo. Per questo mi limiterò a rilasciare un sintetico: “perdonatemi, quello non ero io”. Un pugno di assordanti parole sussurrate sottovoce per pochi interessati.
Un colpo sferrato allo stomaco.
Forse la nostra esistenza è molto più simile alle favole che si raccontano ai bimbi, piuttosto che al mondo spietato, complesso e variopinto delle persone adulte.
Forse basterebbe solo provare a esserci di nuovo accettando tutte le nostre imperfezioni. Totalmente, esclusivamente, senza paura, dedicando questa nuova versione di “noi stessi” a noi e a tutte le persone care.
Tornare finalmente in contatto con le cose importanti e abbandonare questo comune e insensato, ma umano bisogno di esorcizzare le paure acquistando e ostentando un inutile, insipido prestigio.

Come un lungomare

9 aprile 2013

Certe scelte somigliano al lungomare di Ostia. Le percorri più volte convinto di tirare dritto fino al porto. Poi invece ti fermi a un semaforo, una rotonda e decidi di cambiare strada per non fare la coda, senza sapere se effettivamente poi cambierà qualcosa, ma niente. Le case, gli alberi, la gente, il tempo. Non cambiano.
Solo che non vedi più il mare.

Promesse

7 aprile 2013

A volte le promesse generano più emozioni dei fatti.

Mutare

3 aprile 2013

Ho smesso di pensare al tempo come a un qualcosa che scorre. Lo vedo come una entità che cresce e che assume ogni giorno forme diverse.
Per questo è importante concentrarsi sulla meta da raggiungere, ma senza guardarla con troppa ossessione. Bisogna stare nel viaggio e seguire il profilo di quella strada che non tira mai dritto verso l’obiettivo. Imparare ad amare anche tutte quelle curve e la forma delle cose che cambiano intorno a te.
E’ quello che sono diventato oggi a suggerirmi la funzione che ho rispetto al mondo che mi circonda, ma questo non abbrevia la strada che devo percorrere.
Ne muta solo le forme.

No War

3 aprile 2013

Uno degli errori più grandi che commettono le persone è quello di scatenare le guerre e credere che poi a rimetterci siano soltanto gli altri.

Semafori

24 marzo 2013

La cosa peggiore che può capitarti quando prendi una strada che tutti vogliono percorrere non è trovarci un semaforo rosso, ma un semaforo spento.

Quello che siamo

23 marzo 2013

Siamo il riflesso di un modello culturale basato sulla furbizia, l’opportunismo, la convenienza, il clientelarismo, la bugia detta a fin di bene, l’arricchimento facile, il falso perbenismo e l’utilitarismo più sfrenato.
Non potremo mai cambiare nulla se prima non accettiamo i nostri difetti e cominciamo a cambiare noi stessi, partendo dalla base, puntandoci per una volta il dito contro senza pensare agli altri.

Dilettantismi

21 marzo 2013

Quando ci si difende senza essere attaccati, si mettono in mostra le nostre fragilità.
Questo è un errore che ogni tanto commetto anche io.

Vivere

20 marzo 2013

La cosa più difficile per un sognatore è vivere nel presente, davvero.