Credo che anche Dante ne fosse convinto. L’inferno è un posto troppo facile da descrivere e ognuno ha il suo.
Inferno è la paura di sbagliare. È intolleranza. È incomprensione.
Inferno è quello che proprio non capiamo. Quello che non siamo disposti ad accettare.
Un sentimento dannato. L’angoscia di essere, oppure di non essere abbastanza. Di non avere abbastanza. Inferno è sentirsi soli. Inadatti. Anonimi dinanzi al pensiero comune.
Eppure esiste un bivio. Una via per uscire da questi molteplici inferni.
Accettare l’attimo fuggente. Vivere il presente che arriva puntuale nelle sue molteplici fragilità.
Accettare con ironia di non poter controllare tutto. Di non essere migliore di tutti. E sapere tuttavia che non serve, perché il presente comunque passa, ed è un bene che passi.
Stanotte trasformo le mie paure e rendo luminoso il buio. Provo ad amare la notte, senza temerla. Provo a gridarle in faccia e a puntarle lo sguardo fisso. Dritto negli occhi.
Come se fosse un giorno stellato. Felice solo per il fatto di avere un cuore che batte, un tagliolino al sugo da dividere, una birra ghiacciata e un fottuto sorriso stampato in faccia.









