Archive for 3 settembre 2017

Alice e le foglie 

3 settembre 2017

Alice andava avanti gattonando. E quando rimaneva bloccata dal peso degli eventi decideva di spostarsi verticalmente. Una volta le avevano spiegato che ascesa e discesa alla fine si somigliavano un po’.

Alice giocava con i segnalibri e i numeri di pagina non sequenziali. Aspettava seduta su un prato stellato un grosso coniglio bianco. Affascinata e distratta dal ricordo delle immagini di quell’universo così diverso dal suo. 

Alice pensava a quanto fosse stato facile vivere, in un solo istante, ciò che altri non sarebbero riusciti a vivere nell’arco di due intere vite.

Quando i battiti del cuore di Alice acceleravano lei non ne perdeva il controllo. Se sentiva il sangue salirgli alla testa sussurrava al destino qualche parola di scuse. 

Sorrideva. Alzava un sopracciglio. E improvvisava. Con l’imbarazzo di chi pensa di poter prevedere i terremoti in autunno, soltanto osservando le foglie cadere.

Il drago sul soffitto

3 settembre 2017

Premesse. Quante ne costruisco ogni giorno. Sono sempre lì. All’inizio di ogni mio ragionamento, o discussione, e hanno a che vedere con il mio concetto di promessa. 

Per questo quando decido che non voglio discutere, agisco perché non succeda. Ma se invece la mia premessa di rimanere calmo è fantascienza, allora so già che le parole sbagliate scenderanno pesanti come astronavi sulla mia discussione. E che il mostro alieno che ho dentro farà strage di tutto il buonsenso possibile. È solo questione di tempo. 

La mia è una realtà ciclopica. Per capirla bisogna chiudere un occhio. E non tutti ci riescono. Il demone sotto al letto non lo sa, e mi aspetta ogni sera per raccontare al bambino che ho dentro le sue storie. Per spaventarlo.

All’adulto invece serve capire se nelle premesse di ogni risveglio bisogna includere anche le cose spiacevoli, o ingiuste. Ma soprattutto serve capire come trovare le armi adatte per affrontare il tutto. Dove e in che modo combattere. E quanti tentativi ci sono per provare a cambiarle le cose.

Il bambino ascolta storie. L’adulto invece le arreda con premesse e decisioni importanti. Cura anche ogni sbaglio nei minimi dettagli. Si, perché spesso succede di sbagliare e farlo male. E in una realtà ciclopica bisogna sbagliare bene. Sbagliare da Dio.

In fondo nemmeno Cervantes ha mai chiarito con certezza se il Don Chisciotte fosse inseguito, o meno, dai mulini a vento. Perché parliamoci chiaro, affrontarli sul loro territorio è stato uno sbaglio. 

Non si vince mai. Ed è peggio dei draghi sul soffitto che vedo stamattina.