Desiderio. Quello di restarsene lontano dai pensieri che contano. Stamattina provo a disinnescare quelli più frequenti. Forse soltanto De Gregori riuscirebbe a musicare i miei ricordi, facendone poesia.
Mi guardo intorno. Prima mi soffermo sui colori. Poi sui profumi. Alla fine indugio su un profilo di donna. Penso alla leggerezza delle interazioni minime col mondo che mi circonda. Respiro.
A volte percepisco netto il potere della sensualità. La profondità di uno sguardo. La metodica dell’intelligenza. La solidità dell’affetto e la leggerezza dell’amicizia, quella vera.
Leggerezza. Così come la bellezza e l’ordine, la considero uno dei misteri che hanno dato continuità e sollevato di responsabilità il mio universo.
“Perché alla fine continuiamo a contare le stelle cadenti. Seduti sulla riva di un lago. Imperturbabili come crateri di vulcani apparentemente spenti.”









