Ho la fortuna di avere un ego abbastanza strutturato. Per questo ho meno certezze degli altri. Però divento simpatico, perché sono flessibile. Divento affettuoso, perché sono sensibile. Non mi piace arroccarmi dietro a castelli di idee su cosa sia la vita, su come dovrebbe essere vissuta, o in che modo dovrebbe andare il mondo.
Evito di illudermi. Per non deludermi. Forse mi sono costruito troppe “sicurezze” per paura di non essere mai “abbastanza” nel confronto con gli altri. E in questa apparente funzionalità ho perso più tempo a proteggermi dalla vita. Che a vivere.
L’errore più grande è quello di essere convinto di avere a disposizione un bagaglio di tempo infinito per correggermi. Per recuperare. Per rimandare. Per fare meglio. Ma intanto la vita passa.
E ci sono mete talmente lontane che non basta tutto il viaggio per arrivarci.









