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Il piano

19 ottobre 2015

Forse esiste un piano. Uno schema, o un progetto, Qualcosa che coinvolge ogni notte le luci di Roma. Luci giallastre che rivelano vicoli quasi dimenticati. Leggende nascoste. E storie che mostrano volti lucidi di passione. Tutte immagini che disarmano l’impaccio e la timidezza di ogni uomo davvero innamorato di questa città.

Non aprire gli occhi stamattina

19 ottobre 2015

Ci sono istanti in cui mi sento così coraggioso da poter inventare una favola. Che poi non serve nemmeno una fantasia fuori dal comune. Basta una naturale predisposizione a scrivere. La fine di una serata. Roma di notte. Qualche ricordo e una vecchia canzone degli Spandau Ballet. Scenari, suoni, luoghi, corpi. E poi una platea dove tu siedi in fondo alla sala. In ultima fila. Con una vestitino da sballo e la coscienza annoiata.
Non serve chiudere gli occhi. Posso immaginare distintamente i tuoi fianchi che scorrono docili tra le mie mani. Quelle che il tempo ha disegnato intorno a te in quel preciso istante, per quel preciso momento. Mani in grado di risalire la corrente attraverso ogni tuo respiro. Mani che scivolano veloci tra lo spazio dei seni. Indugiano sulle tue spalle, sul collo. E poi ancora lungo gli angoli più remoti della tua schiena. Il sapore di un bacio dove non ti aspetti. Un gusto dolciastro con qualche nota di mandorle. Quelle dell’albero dietro la casa dei miei nonni in campagna. Quello dove da bambino mi arrampicavo e rimanevo seduto per ore tra i rami. Il mondo allora era un pensiero trasparente e la natura una donna bellissima.
I tuoi occhi sono l’irrinunciabile profondità dalla quale un uomo non può risalire. Un posto dove perdersi consapevolmente. Vorrei mandare ogni singolo atomo dell’universo a farsi fottere una volta per sempre. Vorrei cavalcare il tempo, sfidare il potere di un destino. Lottare, vincere o perdere e comunque precipitare. Per godere attraverso le meravigliose finitezze del tuo profilo.
Non aprire gli occhi stamattina. Tienili chiusi fin quando non avrai ascoltato tutto quello che ho da dire. L’imbarazzante piacere di un uomo passa attraverso i suoi desideri più profondi. E ora è netto. Palpabile. Quasi indescrivibile. Generato dalle mie fantasie quando urtano con forza il vetro scheggiato della realtà. A volte lasciando impronte indelebili. 

Forse è fortuna

19 ottobre 2015

Più volte ho scritto che la fortuna non esiste. Sono stati in molti a sostenerlo in passato. Seneca addirittura diceva che “esiste solo quel momento in cui il talento incontra l’occasione”. Eppure qualcosa c’è. Deve esserci. Chi ha la capacità di far fronte in maniera positiva a certi eventi traumatici della vita è una persona fortunata. Chi sa riorganizzare positivamente la propria esistenza davanti alle difficoltà lo è ancora di più. Forse “fortuna” è sapere come ricostruirsi il cuore. Arrabbiarsi e rimanere comunque sensibili alle opportunità positive che la quotidianità ti offre. Lottare con furia contro ogni frustrazione. Senza cedere alla stanchezza. Senza paura della sconfitta. E senza mai perdere la propria umanità.