Guida alla sindrome del giocatore equestre

17 dicembre 2009

E’ come una di quella battute alle quali nessuno sembra voler accennare nemmeno un sorriso.. quando vorresti fare il simpatico ed invece ottieni il risultato diametralmente opposto..
Così l’ultimo torneo dell’anno sfila via incompiuto.. tra giocate al limite del proponibile e qualche bella intuizione fine solo a se stessa.. che non ha comunque contribuito a colorare di estro un gioco apparso sempre eccessivo e sempre marginalmente efficace..
Volevo dare davvero un senso a questo finale di stagione.. soprattutto dopo le brutte eliminazioni in bolla di Dublino e Sanremo ed invece eccomi qui.. sostanzialmente divorato dal dubbio ad impressionare su questo foglio elettronico un blog mattutino di rara improvvisazione..
Come un accorto sommelier mi fermo così a decantare idee ed esperienze nuove da vivere il prossimo anno..
Potrei chiamarla “Guida alla Sindrome del Giocatore Equestre”
“Fase Equilibrista”
In bilico tra opportuno e sconsiderato ti ritrovi alla ricerca della giocata giusta al momento sbagliato.. E’ un meccanismo spietato che si innesca in maniera automatica.. Succede dopo aver passato le tue carte prima del flop.. quando ti accorgi che giocando avresti chiuso una scala nuts.. e magari asciugato un paio di avversari.. La misura delle conseguenze può essere devastante.. e ieri ho visto Minieri subirne gli efetti..
“Fase Trapezista”
Quando dall’alto del tuo stack.. bramando la cima della scala pokeristica sociale.. perdi il senso di quello che conta veramente.. Credi di poter rilanciare e controrilanciare ogni mano senza mollare mai un piatto.. ma alla fine ti imbatti in un incrocio negativo e plani senza rete di protezione.. Non tutti sono nati per essere giocatori aggressivi..
Infine c’è la “Fase dell’Incantatore di Serpenti”
Te ne stai li cercando il “rispetto” da parte dei tuoi avversari e sperando di ottenerne in cambio.. Il tuo gioco diventa un aforisma ed alla fine ti ritrovi solo a contare le occasioni perdute..
Al tavolo non esiste rispetto..! Se non ottieni il massimo dalla tue carte a prescindere da chi hai davanti.. non puoi certo arrivare..
L’incrocio positivo va giocato fino in fondo.. anche se di fronte hai tuo fratello.. Poi lontano dal tavolo verde.. tutti amici come prima.. insieme a brindare ad un futuro migliore..

Voglio ringraziare gli amici che mi hanno scritto durante le fasi difficili del torneo.. è bello sapere che ci siete.. sempre.. ed a prescindere.. 🙂

Il gusto del “non ripieno”

16 dicembre 2009

Sicuramente il pavesino rappresenta lo stato dell’arte del biscotto..
Indistruttibile mantiene inalterata la sua essenza fino al completo assorbimento del latte.. a dir poco geniale direi..
Ricordo come da bambino mi rifiutassi di mangiare gli oro saiwa.. Si frantumavano già al momento di aprire la confezione ed io avrei voluto utilizzare solo quelli sani.. cambiavo così la morfologia del volto e da bambino capriccioso quale ero esternavo a mia madre tutto il forte disappunto.. 
Non mi piacevano i biscotti rotti.. ma in realtà era solo una puerile ignavia dei gesti minimi.. Non sopportavo andarli a ripescare con il cucchiaino o trovarmeli brutalmente molli.. contro i denti.. Sentire piccoli frammenti sudaticci scendere giù per l’esofago bevendo il mio cappuccino.. mi faceva star male..
Anche oggi.. a distanza di 25 anni.. continuo a selezionare i pavesini migliori per un motivo che oscilla tra estetico.. anestetico.. e dietetico.. 
Estetico.. perchè i biscotti si inzuppano in coppia.. poggiati l’uno all’altro.. ed un biscotto rotto non si lascia accoppiare mai..
nè ai biscotti interi.. nè agli altri biscotti rotti.. Ogni biscotto è fratturato alla sua maniera.. sono tutti pezzi unici casualmente diversi..
Anestetico.. perchè crescendo posso dire di aver scoperto i meccanismi del paradosso e dell’ossimoro.. Non mangiamo quello che siamo.. ma quello che vorremmo essere e nessuno si sogna di essere un biscotto rotto.. Inoltre nessun biscotto sano si accoppierebbe mai con un altro smozzicato.. per via di una spietata legge regolata dalla selezione naturale.. 
Dietetico.. perchè se guardo un pavesino ed un bombolone con la crema.. mi accorgo che nella vita come a colazione.. è solo il ripieno a fare la differenza..!

Il risveglio

14 dicembre 2009

Stamattina me ne resterei immobile ad ascoltare le conseguenze di questo polifonico silenzio di pensieri..
Un nuovo dubbio è esploso nel sonno con la puntualità di un ordigno opportunamente nascosto sotto al letto..
Una paura esplosiva che questa volta non ho avuto il tempo di disinnescare.. Evidentemente come artificiere valgo ben poco..!
Qualche pensiero svolazzante come fogli di giornale ed un incolmabile vuoto di idee è tutto quello che resta del mio improbabile sogno..
Esistono paure capaci di smaterializzare anche le coscenze più solide.. ma quando un dubbio difficile da fermare.. incontra una convinzione difficile da rimuovere.. la deflagrazione è sconvolgente ed inevitabile..
Mentre in lontananza tanti piccoli Don Chisciotte combattono lo psicotico vento che muove le pale di questi assurdi mulini.. Io accuso il colpo e riprendo il cammino.. confidando in qualche amico.. in una buona riserva di autoironia e in tanta incondizionata stima verso me stesso..!
Evitate da oggi di condividere la stessa grotta con l’orso in letargo.. il risveglio é alle porte..!

Sulla ruota panoramica

13 dicembre 2009

All’inizio ti appassioni alla magia di una scintilla. Ma alla fine non riesci più a fare a meno di un grande fuoco.
Stamattina cerco una serratura e qualcosa da spiare. Suggerimenti creativi e soluzioni improvvisate da osservare con un solo occhio aperto.
Un percorso da seguire tra pensieri incerti attraversando una terra di mezzo di sconfinate dimensioni..
“Ovunque” e “nessun posto” si fondono in una oscura ed unica meta. Mentre i dubbi si accalcano numerosi anche alla porta di servizio.
Il grande fuoco mi dava calore. Ora invece confondo il tepore con il bruciore di queste piccole ferite. Minuscoli tagli dai bordi confusi cui io ho forse involontariamente e scioccamente contribuito.

Sfortuna. Io non credevo che esistesse. In fondo la vita non è nient’altro che una bellissima ruota panoramica.
Non fai in tempo a gustarti gli orizzonti migliori che è già ora di scendere.
Altro giro e altra corsa quindi.
In questa terra di mezzo puoi accusare il colpo e ripartire. Oppure prendertela semplicemente con l’indescrivibile immaginario di quel qualcosa che ti ostini a chiamere “sfortuna”.
L’amica balorda che ti solleva da ogni responsabilità, tranne quella di scoprire le vere e infinite motivazioni nascoste tra le più piccole pieghe di questa realtà. 

Superficialità… Emozione… Distrazione… Errore… tanto per citarne alcune.

Continuo quindi il mio percorso da hobbit. Stesso sorriso. Stesso bagaglio di esperienze. Stessa taglia di scarpe. Ma rinnovate rughe e maggiori motivazioni da condividere lungo il tragitto con le persone che, come me, attendono solo il momento giusto per un nuovo giro su questa fantastica ruota panoramica.

Scadenze e segreti

12 dicembre 2009

C’è sempre una ragione per tutto Filippo..!! Stamattina mi concentro sull’inconfondibile sagoma di un biscotto pavesino immerso nel latte.. lo guardo sciogliersi in un tempo piccolo e perdere pian piano la sua consistenza.. per poi sparire..
Come un frate curioso in cerca del terzo segreto di Fatima analizzo i fatti di ieri senza soffermarmi sui particolari..
Ho giocato in modo approssimativo.. turbato da chissà quali pensieri.. e questo nel poker.. ma più in generale anche nella vita.. ti porta a sottovalutare.. ad esteriorizzare superficialmente il tuo agire.. e più semplicemente a sbagliare..
Nel poker l’errore è sempre dietro l’angolo.. lo porti addosso come un ordigno a tempo.. poi nel momento in cui l’insicurezza si trasforma in paura di giocare.. l’errore ti possiede in maniera compulsiva e la tua unica preoccupazione diventa fissare quel dannato display che indica la scadenza del tempo.. Quando arrivi a questo punto.. sei già fuori..
La nostra quotidianità è incessantemente scandita e viziata dalle scadenze..
Ne esistono di ogni tipo.. per ogni situazione.. ne trovi sulle confezioni alimentari.. sui documenti di identità.. sui contratti.. sui biglietti aerei.. sui medicinali.. sulle prenotazioni alberghiere.. nel ciclo biologico della vita..
Bisogna accettarle tutte.. svuotare la testa.. concentrarsi pazientemente sul singolo attimo.. ed un istante per volta andare avanti.. con equilibrio..!
Caro Filippo hai ragione quando dici che non posso giocare un IPT a Sanremo e stare con la testa a 350km di distanza..
L’ubiquità e il poker non vanno certo d’accordo !!!!
Non sarà come svelare il terzo segreto di Fatima.. ma sicuramente un buon consiglio a questo punto posso darlo.. “Se non riesci a distaccarti dalle scadenze della vita e dalla quotidianità.. non giocare è sicuramente la scelta più vincente che tu possa fare..!”

Il topolino bianco

11 dicembre 2009

Stamattina tra un colpo di tosse e l’altro riesco anche a trovare l’ispirazione per un pensiero disordinato..
Nella testa spuntano nuove consapevolezze.. pensieri che si rincorrono ma che allo stesso tempo rimangono improduttivi.. 
Mi specchio ed oggi vedo solo un buffo animaletto.. una versione edulcorata di criceto pazzo che nella speranza di raggiungere una qualche meta.. da fondo a tutte le sue energie all’interno di una improbabile ruota girevole..
Vado veloce e deciso verso un nulla apparente.. testa e busto eretto.. consapevole che uno spazio X possa essere percorso in un tempo Y.. anche senza muoversi di un centimetro.. anche solo sognando di farlo..
Vado convinto che il risultato più importante sia sapere di aver dato tutto.. di non essersi risparmiato..
Se credete che un criceto.. correndo come un forsennato nella sua ruota non arrivi da nessuna parte.. forse non avete capito nulla..
Il criceto sogna.. il criceto misura la sua libertà con la vincente consapevolezza di “non arrivare”.. ma di avercela messa in ogni caso tutta nel tentativo di farlo..
E se un giorno quella gabbia si aprisse davvero..? E se il quotidiano sogno di un topolino diventasse una realtà in versione lusso..?

Stamattina mi sono svegliato con questa devastante voglia di rincorrere una brusca accelerazione del tempo..
E lo farò ad occhi chiusi.. sognando alla maniera del criceto bianco..!

Squilibri mattutini

10 dicembre 2009

Apro gli occhi ed una prepotente inquietudine focalizza il mio pensiero sul prossimo evento sanremese..
Il mio è un quadro visivo bidimensionale.. l’immagine è sfumata e corrotta dal dubbio che nessun colore sia mai abbastanza chiaro se si continua a guardare il mondo attraverso uno specchio appannato..
Con il pensiero tormentato da un retrogusto di pokeristica memoria.. un uomo corre all’interno del suo treno ed ingenuamente raddoppia i suoi sforzi.. credendo in quel vano tentativo di poter tornare ad un punto di partenza semplicemente raggiungendo l’ultima carrozza.. quando il treno è già partito..

Uno dei passatempi preferiti di Niki è ritagliare le cose che le piacciono all’interno delle riviste che trova in hotel.. adora poi incollarle a caso su un foglio bianco..
Forse anche a me occorrerebbero una forbice e la pazienza di mia figlia per sagomare quanto di buono impresso dal tempo nel libro delle mie esperienze..

Vane e grossolane speranze di vittoria occupano i miei pensieri come minuscole briciole di un’ultima cena consumata..
Stamattina provo a destrutturare questo incalzante pessimismo intonando qualche passaggio di una vecchia canzone di Edoardo Bennato..

“Un giorno credi di esser giusto e di essere un grande uomo.. in un altro ti svegli e devi.. cominciare da zero..”

Un ultimo occhio al blog tra gomitoli di idee aggrovigliate e copie illegalmente masterizzate di sensazioni difformi.. poi si parte..
Davvero niente male come squilibrato inizio di giornata..

La ballerina del carrillon

9 dicembre 2009

Scrivere rimane il mio goffo esercizio mattutino, anche se a dire il vero alle volte fatico a farlo e non ho capri espiatori per questa mia imperfezione.
Oggi vorrei trasformarmi in fiaba e raccontarmi. Chiudere bene gli occhi e centrifugare il tempo, tanto da non poter più distinguere il passato irreale e lontano da questo presente spietato e ricorrente.
Stamattina proverò a scrivere della realtà e di storie che mi riguardano in modo più diretto e lo farò come se stessi parlando con una bimba di cinque anni.
C’era una volta un soldatino di piombo che viveva poggiato su una scrivania proprio accanto ad un vecchio carrillon.
Così fragile all’apparenza, così dolce ed aggraziata nei movimenti. Era un profilo di bambola sorridente che lo distoglieva sempre più spesso dal suo solenne compito di fermacarte.
“Perché anche io non posso roteare su una gamba sola?”
E’ un freddo pomeriggio di dicembre quando il soldatino guarda per l’ultima volta quel carrillon, prima di perdere il controllo del peso del suo corpo, prima di trasformarsi in mille piccoli frammenti di piombo, prima di rovinare pesantemente sul pavimento trasformando la sua esistenza in decine di pezzi senza più forma.
Qui finisce la storia di un soldatino di piombo, che sfuggito per un istante alla sua plombea natura cessò di esistere per sempre, ballando senza grazia, precipitando senza apparente gloria e senza che nessuno abbia mai potuto rendersene davvero conto.
Se ne fanno di cose nella vita, ma niente e ripeto niente può cambiare la nostra natura.
Se nasci incollato ad un carillon il tuo mondo inizia e finisce all’interno di una scatola.
Che tu lo creda o no la musica sarà sempre la stessa e non esisterà giorno in cui non ti troverai a fare qualcosa di diverso dal “ballare sola”.
Se invece il tuo ruolo è quello di un soldatino di piombo, sostenere il peso delle responsabilità è tutto ciò che conta e non puoi sognare di cambiare te stesso per i capricci di una ballerina dal sorriso di plastica.
Il rischio è l’autodistruzione.
Se hai ben chiari i tuoi doveri conosci i limiti fin dove ti puoi spingere e non vai oltre.
Per ogni scelta c’è una conseguenza ed un destino beffardo a cui dover rendere conto.
Mia cara ballerina del carrillon, la libertà morale e la curiosità sono sabbie mobili in cui hai affondato ancora i piedi e stavolta non ci sarò più io a prenderti per mano.
Se apri gli occhi mi troverai. Ma da oggi guarderò da lontano questa stupida scatola chiusa.
Non solo apparentemente stanco, ma definitivamente saturo di quella nenia che non ho più tempo e voglia di ascoltare.
Ci sono punti oltre i quali, insieme non si può più andare…

Fino a quel momento

8 dicembre 2009

In passato venivo spesso completamente assorbito dal lavoro..
Mi dannavo adottenere il massimo correndo il doppio.. senza rendermi conto che per centrare un bersaglio bisogna a volte rallentare.. riflettere.. immergersi ogni tanto nella natura che ci circonda e cercare un colloquio dentro..

Mi sono stabilito a Claviere ormai da qualche anno..
Il fascino di queste montagne ha perfezionato quella comprensione che ho di me stesso.. C’è qualcosa nell’aria.. nel colore di questi larici inondati di verde.. nei profumi della terra.. qualcosa che accompagna il mio pensiero a distendersi..
Qui l’intelligenza diviene più acuta.. la voglia di vivere più penetrante.. e mi rendo conto anche solo fermandomi ad osservare un mozzicone di roccia che esiste un mondo reale fatto di quotidianità e dubbi.. ma anche un mondo fantastico di ricordi e speranze..
C’è poi un punto dove capisco che queste due realtà vengono a contatto.. e quel punto è dentro di me.. ma anche tutto intorno a me.. si chiama sogno..
Quando inizio a sognare di solito dura solo qualche minuto..
Se questa misura di tempo avesse un senso potrei descrivere la singolarità che genera questa connessione tra le due realtà.. dargli un ordine.. una spiegazione empirica.. ma il tempo è solo una variabile secondaria nei sogni.. e questo non è però possibile..!
Così mi limito solo a scrivere di qualche mia emozione..
Forse in un futuro lontanissimo qualcuno potrà accedere a tutta la conoscenza del mondo semplicemente ricordandola..
Ma fino a quel momento.. lasciatemelo almeno sognare..

L’amaro caso di Via Chiaravalle

7 dicembre 2009

L’attore di turno è un ragazzotto talentuoso.. si presenta armato di pistola.. la faccia pulita ed una pinguedine che fa essere tutti noi invidiosi..
Niccolò è proprio bravo.. lo vedi apparire in sala poco dopo l’ultima portata.. come una cartolina postale.. come un minuscolo quadrato di carta giallastra su cui mettere semplicemente mittente e destinatario.. il testo è semplice e sembra essere ordinatamente prestampato.. ma lui riesce a mimetizzarlo con talento.. a questo punto la cena con delitto è già servita..
Quando è Elisabetta ad entrare in scena la morte in sala sembra già una compagna fedele..!
Lei è una ragazza bellissima.. è spietatamente temibile.. la sua performance è perfetta..
Due colpi di arma da fuoco scuotono un pubblico fino a quel momento distrattamente impegnato a gustare un improbabile millefoglie..
Anche se per gioco la tensione irrompe violenta e sembra riconoscerci ad uno ad uno.. chiamarci per nome ed incurante dell’ora lancia prepotentemente il suo monito prima di addormentarsi tra i meandri di una trama semplice.. ma mai troppo scontata..

Si chiama Lisa.. dolcissima Lisa.. è la ciliegina sulla torta.. la sua
è la performance di un personaggio disperato.. una donna in equilibrio tra solitudine e sogni spezzati..!
Una voglia infinita di scappare dall’inferno di via Chiaravalle.. e farlo il più lontano e più presto possibile..

Quando optai per la cena con delitto a dire il vero non sapevo neanche cosa fosse..
Colpa forse della mia testa.. sempre piena di sogni e dubbi.. mossi disordinatamente come capelli e maltrattati da un vento di quotidiane responsabilita’..

Ho comunque imparato in fretta ad apprezzare questo genere di attività teatrale..
Loro sono bravi e non si può negare un non so che di socializzante all’interno di ogni rappresentazione..

La soluzione all’enigma si presenta dopo un paio d’ore.. senza troppi convenevoli..
La serata è trascorsa velocemente allontanando un divertito pubblico dagli scanditi rintocchi della quotidianità..
In bilico tra essenziale ed eccessivo arriva chiaro l’ultimo paradosso..
Anche se solo un gioco.. anche se solo per due ore.. continuiamo a credere che sia la giustizia l’unica certezza di questa schifosa società..
Il problema è che osserviamo la giustizia da molteplici punti di vista.. con il risultato di ottenere solo tante giustizie diverse..
L’enigma di via Chiaravalle è così risolto.. nessuno ha indovinato la soluzione.. eppure tutti.. proprio tutti.. ne avevano una..

Buona giornata !

La mia mano sinistra

6 dicembre 2009

La mia mano sinistra accetta di scrivere malvolentieri, ma contribuisce a tenere ben fermo il foglio.
La mia mano sinistra non alza le carte, ma si limita a proteggerne il contenuto allontanando ogni sguardo indiscreto.
La mia mano sinistra non preme il grilletto, ma inserisce meccanicamente il caricatore.

La linea della vita è un tratto breve e intenso della mia mano sinistra e segna oggi il confine tra un pensiero e l’altro.
E’ un po’ come il frammento di tempo che intercorre tra due decisioni importanti. Quello che a volte può durare anche una infinità.
Stamattina guardo fisso il palmo della mia mano e chiedo a me stesso quali saranno le scelte inalterabili di oggi.
Dietro ogni scelta sempre mille prospettive diverse, ma una sola e unica conseguenza.
E’ la mia interminabile sfida a poker contro un imprevedibile e beffardo destino.
Un confronto aggressivo che si gioca con le sue regole e le sue carte.
E’ lui a decidere struttura e tempi per ogni partita. Io ho niente e tutto da perdere.
Difficile leggere il destino attraverso un pugno chiuso e un mazzo di tarocchi truccati.
Oggi non c’è scuola e Niki vuole andare in hotel passeggiando con il suo papà.
Come una piccola orsetta non teme il devastante freddo di un mattino di dicembre.
Così cammino felice a passo lento e lo faccio incurante del destino. Accanto a mia figlia.
E’ la mia mano sinistra a tenerle la mano.
Ormai ne ho la certezza, l’amore è “mancino”.

Buona domenica !

Nuoce gravemente alla salute

5 dicembre 2009

Gli occhi non riescono a mettere completamente a fuoco la scena.. o forse sono soltanto io a criptare le immagini..
Incredulo vorrei voltarmi e pensare ad altro.. Ma continuo a scorrere il filmato.. ed alla fine gocce salate sfuggono al mio controllo disegnando un percorso noto sul mio profilo imperfetto..
E’ rabbia mista a dolore.. è odio allo stato più puro.. Mi guardo e potrei non essere io stamattina quello riflesso..
La ragione è una casa che si estende lungo una infinità di pensieri.. centinaia di porte opportunamente chiuse.. e le chiavi custodite dal buonsenso..! Ogni sentimento è una porta da aprire.. ed esistono serrature e toppe di ogni tipo.. ma in questo labirinto di corridoi incontro a volte porte che andrebbero solamente abbattute..

Rivedo la maledetta infierire su quel bimbo con rabbia primordiale.. e capisco che l’odio è un sentimento che non ha nulla da invidiare all’amore.. è incontrollabile.. involontario.. non lo misuri.. non lo dividi per tipologie.. o per categorie.. l’odio è semplicemente puro..
Lo subisco in silenzio e per quanto mi danni a cercarla.. questa volta non trovo la chiave giusta..
La serratura è vecchia di anni.. ed il fatto che questa fosse una porta già aperta in passato non cambia certo la situazione..
Reclusa dalle riflessioni di un uomo imperfetto ne percepisco il sapore amaro.. è incontrollabile rabbia..
La porta ha ceduto ed una scena appare ora nitidamente proiettata sulle pareti bianche di questa mia irreale coscenza..
Il primo colpo allontana la donna dal piccolo.. percepisco la violenza del fendente e potrei fratturami io stesso una mano nel colpirla.. ma il dolore per le ossa rotte si mischierebbe al retrogusto di costole crinate e capillari che si strappano.. questa volta non miei..
Non una parola.. solo inconcepibili gemiti..
E’ il secondo colpo poi a creare l’occasione di un rantolo che emerge immediato ed è soffocato solo dall’emotivià delle mie parole..
Sarebbe un discorso di rara e pacata diplomazia..

“Ora dimmi cosa si prova.. brutta puttana..!
Quel bambino è il figlio di ogni uomo di buonsenso che ha avuto la tragedia di osservarti maltrattarlo spietatamente in quel video..
Quel bambino indifeso è anche mio figlio..
Che tu sia maledetta.. o perdonata.. non devo essere io a pensarci e confido nel fatto che a farlo non sia comunque un uomo.. Spero che accada presto..!”

Poi rileggo…
Ed anche se si è trattato di pura immaginazione.. sale in me su uno strano senso di colpa.. ricordi di un passato recente.. e frammenti di errori molto più lontani..!
Nella vita sono stato a volte un po’ impulsivo ed irrazionale.. ed ho pagato..
Ma giuro.. brevetterei ogni scelta fatta in passato.. Potrei metterla addirittura in commercio limitandomi a scrivere sulla confezione..
NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE MENTALE

Richiudo l’applicazione l’iPhone e dimentico il video.. oggi il cielo è cosi intenso.. cosi sereno.. cosi calmo.. compatto.. sicuro..
Proprio come sono io quando mi trovo ovunque.. accanto a mia figlia..!

Buon week end a tutti !

Piacevoli imperfezioni

4 dicembre 2009

Stamattina rimango a guardare un pallido sole affacciarsi sopra le fortificazioni abbandonate del monte Janus.. mentre le gole profonde di queste montagne innevate sembrano solo l’invitante sentiero disegnato da un vento insolitamente freddo..!
Ogni cosa quassù sembrerebbe avere un senso..!
Nuvole bianche nel cielo si muovono in lontananza come profonde speranze che viaggiano verso un futuro tutto da scoprire..
Le osservo in silenzio memorizzandone ogni piccola insignificante sfumatura..
Poi il mio pensiero sembra corrompersi ed inconsueti vuoti si allargano nella mente come crepe di un improvvisato castello di sabbia..
Crollano prima le torri dei ricordi.. e come vecchi pregiudizi al primo soffio di vento cedono anche le mura della ragione.. tutto si riduce in semplici granelli di polvere.. tutto si trasforma..!
D’un tratto l’apocalisse e la genesi di un dubbio.. si fondono per trasformarsi nella soluzione stessa..!
Si..! ..distruggere una idea.. ma solo per ricrearne una migliore.. con la consapevolezza che ogni scelta porterà comunque ad un domani..
Giusto o sbagliato.. io ci sarò..
..o come inconsapevole causa..
..o come inevitabile conseguenza..
..o come sospirata soluzione..

La natura colora di ottimismo ogni singola immagine in questa fredda mattina d’inverno..
Non sono in grado di comprendere la profonda imponenza di ciò che mi circonda..
Sono solo uno di quei granelli di polvere che stamattina affida al vento freddo le sue piacevoli imperfezioni..!

..si chiama Terence Steve Mc Queen !

30 novembre 2009

Ci sono giorni in cui non posso fare a meno di attingere da tutte le mie riserve.. Da un po’ di tempo non faccio altro che condensare emozioni.. così ogni tanto mi guardo dentro e prendo in prestito centimetri di desiderio.. nuovi ricordi.. e tutte le motivazioni possibili..!

Vorrei prendere quanto di positivo mi ha dato questo fine settimana.. Vorrei catalizzare la curiosità e lo stupore per ottenere una po’ di nuova passione..
Il dubbio di oggi è reiterante in un volere rimasto disatteso.. un fotogramma che nella mia mente riappare in modo compulsivo.. come una immagine sbiadita che prima vedevi ed ora non riesci più a mettere a fuoco..
Vi è mai successo di non ricordare il nome di un attore.. e di impazzire nel testardo tentativo di ricordarlo..?
In quel caso la mente centrifuga centinaia di nomi.. ma mai quello giusto..!
Ecco spiegato come mi sento questa mattina.. Incompleto !!

Ho comprato un bellissimo albero di Natale venerdì.. l’ho montato ma c’è ancora da appendere le luminarie e tutti gli addobbi..
Era nient’altro che un albero.. ma sono rimasto interminabili minuti lì immobile a guardarlo.. come in una scena già vissuta centinaia di volte in passato..
Nessuna luce.. nessuna pallina colorata.. niente stelline o microscopici pacchettini regalo da appendere quà e là.. niente che mi ricordasse gioia e spensieratezza.. nella mia testa solo indecodificabili dubbi..!
Poi una bimba si avvicina.. ha le mani ancora sporche di cioccolata.. e non ci vuole certo la lungimiranza o la scienza di un CSI per capire che una delle barrette kinder manca all’appello..

“Papa’ ! E bellissimo vero..? E’ ancora tutto da fare.. ti aiuto..?”

E’ un incredibile paradosso..
Io e mia figlia guardiamo entrambi la stessa cosa.. e mentre io sono qui a raccogliere frammenti di un malinconico passato.. lei rilancia andando all in con tutto l’amore possibile.. pregustando solo una fantastica esperienza da condividere con il suo papà..

“Si Niki.. Stavo pensando che questo albero è proprio bellissimo..!”

Ero convinto che la gioia fosse la naturale conseguenza della realizzazione di un obiettivo..
Ma quanto c’è di veramente appagante e gioioso lo raccogli durante il tragitto.. e non alla fine..
Il “poi” ti da le esperienze.. ma è il “durante” a regalarti le emozioni..

Guarderò di nuovo quell’albero di Natale illuminato a festa.. e sarà nulla rispetto alla fantastica consapevolezza di averlo realizzato con l’aiuto mia figlia..

Approposito.. Come si chiama quell’attore che ha fatto Papillon ? Lancaster.. no Antony Queen.. no no no.. McQueen.. si chiama Terence Steve Mc Queen..!!

L’eco dell’uomo vagante

28 novembre 2009

Dopo 6 anni trascorsi a Claviere ho maturato una certa convinzione su alcuni personaggi erranti che popolano questo palcoscenico..
Sono fondamentalmente una persona corretta.. concedo e ricevo il riguardo dovuto.. e soprattutto sono uno di quei soggetti stupidamente buoni.. quella tipologia di uomo che se può non rifiuta certo di aiutare qualcuno..
Attraverso il buonsenso sono capace di esprimere sempre qualcosa di vero.. potente.. sincero.. nel bene o nel male sono comunque io.. Una sola faccia.. una bocca.. un naso.. due occhi ed una testa pensante..
Sapete cosa mi sconvolge di più in questo paesino di 200 abitanti..?
Mi sconvolgono le capacità mimetiche caratteriali.. Alcune persone che sembrano aver maturato qualità di occultamento mentale così sviluppate.. da fare invidia ad un X-Man..!!
Li vedi la mattina far colazione insieme.. violentarsi a colpi di sorrisi e battute più o meno riuscite.. È tutto un paccarsi sulle spalle..
La quotidiana teatralità di queste mattine però.. cela considerazioni e storie ben diverse da quelle che si possono immaginare..
Lontano da quel bancone del bar forze occulte intervengono e le persone smettono di sopportarsi..
Pettegolezzi.. dispettucci.. si finisce con l’arrivare anche a veri e propri colpi bassi..
Attenzione..! Non sto parlando di studenti del liceo.. ma di uomini.. quelli che affidandoci all’etimologia delle parole.. dovremmo definire “maturi”..
Succede così che la pace di questi posti venga ogni tanto violata dal fragoroso rumore di una qualche testa di “cazzo” che prova a pensare.. senza però riuscirci..
Avete presente il rumore del pensiero generato da una mente logora di invidie e pregiudizi..?
Qualcosa di molto simile al frastuono dovuto allo sbiellaggio di un albero motore..!
Neuroni che senza il benchè minimo controllo cozzano l’uno contro l’altro.. e generano nella testa del soggetto una implosione di buonsenso.. ed una conseguente esplosione di vera.. fragrante cattiveria..!

Le conseguenze di certi atteggiamenti sono antipatiche.. Gli unici pensieri che queste persone sono in grado di trasformare in azioni sono.. che so’..
tagliare i pneumatici dell’auto di un romano che non sopporto..
o graffiare la macchina di un romano che ritengo arrogante..
o denunciare un romano al 117 perchè è stato più bravo o fortunato di me nella vita..
o inviare una lettera ad un romano.. piena di minacce ed insulti perché magari trascorra una notte diversa..
Potrei continuare questa infinita serie di banalità.. ma finirei col dare ancora più importanza a certi soggetti.. e non se la meritano.. Già lo spazio che gli dedico oggi rischia di essere spropositatamente troppo..

Io che faccio..? Osservo ogni scena come fosse la prima volta e sorrido velatamente divertito del mio stupore..
Non cambio il mio atteggiamento.. anche se non posso dire che la visione e l’approccio siano quelli del primo giorno..

Dalla sconsiderata pochezza delle loro azioni capisco come esistano persone cui la vita stessa ha tolto il privilegio di godersi la tranquillità.. senza stress..
A volte basterebbe poco.. la vita dona senza riserve..

Oggi i sogni rimangono nel cassetto.. ma alcuni cattivi pensieri sfuggono ed emergono sospinti da nuove ed energiche convinzioni.. Vorrei marinare queste riflessioni e da scolaro monello tornare alle mie acrobazie mattutine.. quelle del bombolone e dello specchio riflesso.. fette di fragrante pensiero pronte da spalmare con trasparente semplicità..
La mia pazienza però si sta sciogliendo.. Posso riempirne un bicchiere.. poi un altro.. poi sollevarli e bere.. Dissetarmi ancora per un po’.. attendere che il tempo passi..
Sono momenti.. non brevi.. in cui vorrei spogliarmi delle vesti di papà premuroso e lasciarmi intrappolare dagli acuti del gioco..
Prendere a calci qualche porta e trasformarmi in quello che in realtà non sono.. poi guardo una bimba che vedo crescere troppo simile a me.. e capisco che non avrebbe senso..! Quindi..

Oggi brindo a te uomo codardo..
A te che agisci.. ma non pensi..
A te che respiri.. ma non vivi..
A te che giochi.. ma non vinci..
Per quanto mi riguarda.. questa mattina ti ho battuto senza giocare..!