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Fuori sta piovendo

18 agosto 2022

Leggo i programmi elettorali e da destra a sinistra mi vengono i brividi. A volte vengo addirittura rapito dal dubbio di non essere sullo stesso pianeta, di non condividere le stesse problematiche.

Andremo, prima o poi, incontro a carenze idriche epocali, a speculazioni sulla vita e sulla morte delle nostre aziende, ormai boccheggianti, a vantaggio dei soliti gruppi stranieri. A incredibili emergenze climatiche e a nuove emergenze sanitarie, o definite tali. E poi alla fame. Ai conflitti di classe, che sembra qualcuno voglia in qualche modo esasperare. Alla vera povertà economica e a quella d’animo che pare caratterizzare ormai tutte le generazioni.

Ma non vi fate un po’ schifo voi, si proprio voi, dilettanti e cialtroni della politica che aspettate queste elezioni come si aspetta una preda da azzannare. Dico non vi fanno rabbrividire quegli occhi davanti allo specchio, quando vi aggiustate il colletto. Che si tratti di un nodo alla cravatta, un foulard, o un collarino bianco, poco cambia.

Fuori sta piovendo e non frega un cazzo a nessuno. Ma, grazie al cielo, sono vivo. Sto bene. Le persone che amo stanno bene. La mia attività sembra reggere l’urto di bollette decuplicate e costi alle stelle. Ma non so per quanto.

Io continuo ancora a fermarmi ai semafori rossi. Ma non dovrei. Il mio sguardo si riposa tutto intorno, mentre la pioggia continua a scendere lenta. In giro pochi ombrelli e nessun cappello.

Penso a un libro che sto leggendo. Al fatto che non può esserci un dovere o diritto sociale senza un concetto chiaro di dovere o diritto personale. Il poter fare tutto quello che è nel proprio diritto finisce quando la persona pensa di aver diritto di poter fare tutto ciò che è in suo potere. E’ il potere che si inscrive nel diritto, non il contrario. E questo lo stanno dimenticando le nuove generazioni, ma soprattutto i politici.

La vita intanto scorre sotto questa pioggia leggera, opportuna e inadeguata. La pioggia rende Bergamo ancora più sconfortante, vince lei. In più questi continui commenti di giornalisti che non chiariscono il perché tutto sta andando in malora.

Tutto questo abuso di diritti che si esercita sgretolando i propri doveri, eppure credo che la chiave della giornata sia camminare sotto la pioggia. Un passo alla volta. Non ci sono altre strade che andare avanti, fare il tuo e sperare che il buonsenso trionfi e non abbiano vinto loro.