Archive for 19 marzo 2014

Infettato

19 marzo 2014

Esiste un momento chiave della nostra maturità. È quando si comincia a riflettere sull’origine delle nostre emozioni senza limitarsi ad accettarle come se si trattasse di un ordine.
Pensare a cosa e perché si prova è l’unico modo possibile di interpretare il nostro “modo di interpretare” l’esistenza.
Come in un assurdo gioco di corteggiamenti e rifiuti i miei pensieri stamattina si rincorrono, si respingono, si annullano, ti cercano e rimangono focalizzati su una ragazza meravigliosa che a tratti dimentica di esserlo.
Sono infettato dalla voglia di esserti accanto, contagiato dal desiderio di viverti.
Roma, Bergamo, Claviere o in qualsiasi altra parte del mondo non esisterà mai mondo, senza di te.

Squisitamente irrazionale

19 marzo 2014

L’irrazionalità è nell’istinto, nel sentimento, nell’intuizione, nella fede e nella pazzia.
L’irrazionalità è intollerante, non ammette esperienza, ragionamenti, coerenza, distinzioni, deduzioni o definizioni oggettive.
Tutto il resto è ragione.
Esiste in tutti noi un modo logico e uno irrazionale di affrontare o definire le cose. È facile essere pragmatici o scettici quando si tratta di giudicare gli altri, molto più difficile è mantenere un profilo razionale se si tratta di noi, di tutto ciò che ci riguarda e che a volte ci fa stare male. Si perché le cose che ci fanno stare bene non le analizziamo mai troppo, le accettiamo a prescindere senza farci troppe domande.
È tutto così squisitamente soggettivo eppure esiste sempre una versione logica e una irrazionale di ogni cosa.
“Adoro mangiare tanti dolci, ma so che fa male, quindi dovrei evitare di esagerare”, classico ragionamento logico.
“Adoro mangiare tanti dolci, so che fa male, ma magari non a tutti alla stessa maniera e poi senza dolci sto depresso, quindi li mangio”, classico ragionamento illogico.
La questione non è mai “logico” o “illogico”? Ma “giusto” o “sbagliato”? E “per chi”?
Chi è freddo, insensibile o fatalista magari vive la cosa in modo risoluto, ma le persone dotate di una spiccata sensibilità subiscono ben altri contrasti interiori. Dubbi con i quali spesso convivono, che lacerano dentro, che confondono facendo perdere di vista ciò che davvero conta. E ciò che conta non è tanto sapere cosa è “giusto” o “sbagliato”, ma cosa succede dopo.
Definire irrazionale quello che non abbiamo la forza di cambiare è il limite umano più grande, ma in fondo è anche la cosa più semplice da fare.
Essere irrazionali ogni tanto è comunque una necessità accettabile.