Archive for ottobre 2009

Uno Specchio Burlone

20 ottobre 2009

Uno specchio burlone questa mattina rimandava informazioni dettagliate sulla consistenza del mio sorriso..! Al bar un uomo di mezza età stava insultando una donna al telefono.. mentre in coda per il bombolone mi sentivo quasi scomodo..!

Siamo in montagna eppure sembra che anche qui non ci sia spazio per il silenzio.. è coperto ovunque.. al bar come in strada.. dove la maledizione di una fragorosa quanto puntualissima campana colpisce impietosa ed assordante ogni mezzora.. Un’altra delle consuetudini Clavieresi in quello che è solo il più classico dei giovedì..!! Ma al di fuori di questo ed in barba ad ogni legge temporale.. sono ancora su quel treno immaginario e non so quando.. o dove scendere.. oppure mi sto chiedendo semplicemente perchè scendere.. quando forse la ragione è proprio nel silenzio di questi scompartimenti..!! ..si dice che niente possa essere chiaro se manchi di un inizio.. e soprattutto se non c’è una fine..!! Questi binari non sono altro che un cerchio.. Li puoi stringere od allargare.. ma trovarvi un inizio od una fine diventa un vero rompicapo..!! Portano ovunque e in nessun posto.. ..ed anche nessun posto.. per me.. è un luogo qualunque..! Caro me stesso nella tua valigia grigia nascondi ..un pensiero turbato.. ..una rosa rossa.. ..una camicia di cattivo gusto.. ..milioni di pensieri che agli altri non servono a niente e che tu tieni sparsi tra le tue cose come tanti colorati respiri.. che ti fottono il petto e ti spaccano il cuore..!! Caro amico mio riflesso nello specchio il tuo sorriso beffardo nasconde una smorfia di disappunto..! Baratteresti tutto questo rumore per il silenzio sordo di un mondo che vedi solo tu al di là di questo riflesso..? Un giorno un bambino si chiederà cosa è successo in questo secolo e la risposta sarà: “Il Calendario dei Maya.. Il Parrucchino di Berlusconi.. Il Culo della Canalis”.. Poi anche lui si accorgerà di essere sul suo treno immaginario in corsa per lo stesso viaggio.. ed ignorandone l’inizio e la fine.. ..starà li fermo a guardare le stelle dal finestrino.. e puntando il dito verso la più luminosa.. sorriderà.. sicuro di poterlo raccontare un giorno come se si trattasse di un libro già scritto..!!

Il treno della ragione

20 ottobre 2009


Questa mattina incrocio personaggi con la solita giacca, i soliti pantaloni, la camicia pulita e sto li a domandarmi quanto pulita sia invece la coscienza. Li vedi incedere attraverso la porta del bar con andatura ferma e decisa arrestandosi solo davanti al bancone.
Alcuni hanno davvero voglia di sembrare sicuri di se. Beati loro.
La fragranza del bombolone appena sfornato oggi è pura utopia. così nel disappunto butto giù qualche pensiero distorto.
Questa mattina, come ogni mattina, in quella che ormai sembra diventata un’abitudine.
Un appuntamento a cui non so rinunciare.
Claviere.
L’unica cosa certa che riesce ad offrirti questo villaggio è il rosso del semaforo piantato all’inizio della strada o il cenno di saluto della signora del panificio di fronte all’hotel.
Il più classico dei cenni con la testa.
Comincia così la mia giornata oggi.
In un passaggio frenetico di idee e pensieri mi proietto nella realtà pronto a dimostrare a non so chi che non sarò mai in difficoltà. Che in fondo tutto è sempre normale o almeno lo è quel tanto che basta da non doverselo nemmeno chiedere.
Senza un bombolone alla crema la mia mente rimane un luogo dannatamente caotico ed inesplorato, dove pochi neuroni si sforzano di interagire vagabondando alla ricerca di un qualcosa all’interno di uno spazio spietatamente vuoto.
Stamattina anche l’hotel è vuoto.
Anche io, come uno di quei neuroni, mi abbandono allo spazio lasciato libero dagli altri.
Al mio parlare silenzioso attraverso una tastiera.
Ai miei ragionamenti caotici.
Rumorosi.
Talmente veloci da sembrare disturbati.
Tutto scorre.
Ed in un continuo passaggio tra un attimo e l’altro mi intestardisco ad aprire una serie infinita di porte.
Ne apro alcune perché devo farlo.
Ne apro altre perché voglio farlo.
Ed alla fine mi accorgo di volerne aprirne una solo per condividere il piacere di non oltrepassarla solo.
Oggi il mio tentativo quotidiano di scrivere qualcosa di socialmente deviante termina a bordo di un veloce treno che corre sui binari dell’immaginario, non posso scendere in corsa e peggio ancora non saprei dove farlo.
“Mi scusi, saprebbe indicarmi la fermata della ragione?”.
“Guardi, non saprei, ce ne sono diverse, tutti ne hanno una ! Se scendi alla mia. Ti indico la strada””.

Buongiorno caro me stesso

20 ottobre 2009

Buongiorno caro me stesso, vedo che stamattina non sei stupito della faccia che vedi riflessa allo specchio.
E’ come in ogni cosa. Alla fine ci si abitua.
Volevo solo ringraziarti di avermi stimolato a crederci sempre,
tanto che alla fine è successo che ho imparato a crederci davvero.
Caro me stesso, ce ne andiamo a spasso da 39 anni, entrambi con i nostri limiti accettando sia il proprio, che l’improprio destino.
Viviamo ogni giorno come una fantastica canzone per poi passare automaticamente alla traccia successiva. E’ vero, c’è sempre un brano che vorremmo saltare, ma sappiamo anche che il successivo potrebbe essere tutt’altra musica.
Ogni giorno, caro me stesso, abbiamo le nostre opportunità.
Ogni attimo che passa è una nuova fuggente possibilità di apprendere una lezione preziosa.
Anche se nessuno ha bussato. Nessuno ha suonato o chiamato. Ogni tanto è il caso di aprire ugualmente la porta.
Se arriva la tua occasione non è detto che sia necessariamente al momento giusto. E stai certo che non si farà annunciare. Bisogna crederci.
Caro me stesso riflesso allo specchio, ciò che oggi ci piace domani potrebbe non piacerci più, quindi ti invito a gustare insieme un bombolone caldo fumante, tu con la sinistra e io con la destra.
Tanto in ogni caso la crema cadrà al centro.

Stato e Poker

20 ottobre 2009

..a chi mi chiede di dire la mia sull’attuale situazione del poker live in Italia devo necessariamente rispondere questo:
..stare a discutere della regolamentazione del poker live non ha davvero senso quando ci si trova come unico interlocutore uno stato permissivo di fronte a centinaia di situazioni grottesche commesse a cielo aperto come:
..relizzazioni di svincoli autostradali mai portati a termine..
..o costruzioni pubbliche stanziate e mai costruite..
..evasioni fiscali accertate e mai recuperate..
..assassini e pedofili a piede libero..
..ex terroristi posti in condizione di godere di potere politico..
..extra-comunitari alcolizzati che malgrado abbiano mietuto vittime innocenti riescono ancora a scorrazzare sul lungomare..
..e potremmo allungare l’elenco all’infinito..
..poi però superi di 11 kmh il limite di velocità di 50 kmh posto su una strada dove si è appostato il solito vigile furbastro.. e che succede ?
..ti fanno un sedere grosso come una casa..!
Purtroppo viviamo l’illusione di una democrazia..
..dove al popolo non è concesso alcun alcun potere..!
..ma di cosa vogliamo parlare se non siamo in grado di decidere nemmeno chi far governare..!
Il top del grottesco..?
..sentite qua..!
“..acquisizione del controllo di testate giornalistiche, mass media.. stampa e televisione..!”
“..realizzazione della separazione delle carriere in magistratura..!”
“..abolizione del monopolio RAI..!”
“..riforma dei rapporti stato-regione..!”
Questa è solo una parte del programma di rinascita democratica della vecchia loggia massonica P2..! Magari chi ha meno di 40 anni pensa si stia parlando di un programma di governo :))))
..se così fosse sarebbe stato realizzato in pieno..!
..e tra l’altro proprio da quei personaggi che figuravano all’epoca iscritti nelle liste di questa straordinaria loggia massonica..!

Sicuramente si tratta di coincidenze, ma levatevi anche voi lo sfizio di controllare quali singolari analogie esistono tra lo stato di fatto attuale e quello che si ritrova nel testo del programma della P2 degli anni 80 !!!!

http://www.misteriditalia.it/loggiap2/ilpiano/P2%28piano%29.pdf

..bleahh !
..scusate la politica mi fa andare il bombolone di traverso..!

Spietatamente Cattivo

20 ottobre 2009

..parto con l’obiettivo di essere spietatamente cattivo..! Ma alla fine so fingere così deliziosamente il bene che finisco col rimanerne coinvolto..! Così perdo l’attimo per sferrare il colpo decisivo..!! Dopo averla aperta.. richiudo la teca che custodisce gelosamente i bomboloni alla crema.. Il bene ha vinto ancora.. Accidenti a lui..!!

Dannata Felicità

20 ottobre 2009

..dannata felicita’ che come la sfiori si allontana di un passo come un orizzonte dispettoso..!! ..oggi voglio aggirarla e prenderla alle spalle..!! ..tanto non saro’ ne’ il primo, ne’ l’ultimo che prova a raggiungerla usando l’inganno..!!

Basta poco

20 ottobre 2009

Oggi nessuno sorrideva al bar, così ho pensato “…ora indosso un bel sorriso e lo mostro a tutti gli sguardi che incrocio. Guardatemi e vi beccate un sorriso. Incredibile. Tutti hanno ricambiato. Altro che al bar, sembrava piuttosto di essere al casting per la pubblicità di un dentifricio. Alle volte basta poco per iniziare bene la giornata.

Fantasia

20 ottobre 2009
Cara la mia fantasia..!! Ogni mattina arrivi e da brava bambina viziata strattoni la gonna del tempo lasciandomi sognare ad occhi aperti..!!
Mi scusi signore se nel mio sogno ho calpestato il suo piede..!! Camminavo con la testa tra le nuvole..!! …Stavo sognando un mondo in cui lei non esiste.. ma e’ evidente che o ho sognato male.. o lei riesce perennemente a starmi tra le palle..!!

Basta un sorriso

20 ottobre 2009

Sia chiaro. Amo, ma non tutti e non alla stessa maniera. Non ho bisogno nè della bidirezionalita’ dei sentimenti, nè dei grandi numeri. La sincerità fatica a nascondersi e non bastano certo le tante maschere che la gente ha imparato a portare con disinvoltura. anche io ne avrei un armadio pieno all’occorrenza, ma non ne ho bisogno. Al massimo indosso un sorriso.
Oggi e’ un giorno particolare che sento mio più di ogni altro giorno. Non mi piace, ma capisco che non sempre si può ottenere il massimo senza arrivare ad un compromesso, senza falsi buonismi o certi modi di fare.
Nob si può perdere tempo a stringere le mani di tutti quelli che incontri. Basta un sorriso e chi ti vuol bene capisce.

Uno straccio di idea

20 ottobre 2009

Ho due neuroni in testa e ringrazio il padre eterno ogni volta che si incontrano, perché a volte, è da non crederci, ne esce fuori anche uno straccio di idea.

Senza mollare mai

20 ottobre 2009

Se ti accorgi di non avere ali, puoi fermarti e prendertela con il mondo oppure iniziare a correre usando le tue sole gambe. Non credo di poter insegnare niente a nessuno, questo è solo il mio modo di vivere la vita. Vincere o perdere, senza mollare mai. E a chi pensa che un bombolone al mattino non regali un attimo di felicità, io rispondo che non ha capito proprio un cazzo.

Potere degli Zuccheri

20 ottobre 2009

La gente che incontro ogni mattina al bar mi diverte e mi fa stare meglio. Può sembrare strano, ma l’espressione del volto di ogni persona cambia radicalmente davanti ad un cornetto ed un cappuccino. Potere degli zuccheri.

I Colpevoli

20 ottobre 2009

Che bello.. oggi si va in banca per depositare sul conto corrente 1.000 euro, diciamo, che abbiamo vinto un torneo di poker. Grazie a questo fantastico deposito, la banca può prestare all’industriale che ne ha bisogno, 10.000 euro: è il meccanismo del credito frazionale ed il miracolo consiste in questo: la banca presta denaro che non ha, che crea dal nulla, e ci lucra gli interessi. Mitico.

La banca può scrivere quei 10.000 euro, nei suoi libri contabili, come attivo, perché ci guadagna gli interessi, e un giorno, magari, se lo vedrà ripagare. Nello stesso tempo, la contabilità però le impone di segnare una cifra identica, 10.000 euro, come passivo. Ciò perché la moneta creata dal nulla è ora in circolazione, l’imprenditore indebitato emette assegni su quel fido, e questi assegni saranno presentati all’incasso: la banca dunque ha un debito potenziale uguale al suo attivo. Questa passività viene coperta dal debitore con i suoi versamenti periodici per servire il debito che ha contratto.

Di fatto, accade qualche volta, no no accade tutti i giorni,  che l’indebitato non possa pagare, fallisca, diventi insolvente. In quel caso, la banca è costretta a registrare quel prestito andato a male alla voce perdite. Non è, diciamolo subito, una tragedia: poiché il 90% del denaro scritto nel fido è stato creato dal nulla, e non costa niente alla banca a parte le spese di tenuta della contabilità, ben poco valore reale è realmente perduto. E’ soprattutto una voce di contabilità.

Ma una perdita contabile è pur sempre un male per la banca, perché il prestito andato a male deve essere sottratto dalla colonna degli attivi, senza una corrispondente sottrazione alla voce passivi. Il passivo rimane, e la moneta creata dal nulla è in circolazione, e gli assegni vengono via via all’incasso, anche se il debitore è fallito. E la banca ha il dovere di onorare quegli assegni.

Il solo modo di pagarli, è prendere denaro dal capitale della banca – quello che ci hanno messo i suoi azionisti – o dai suoi profitti.

Nell’uno e nell’altro caso, sono gli azionisti della banca a perdere quei 10.000 euro. E per loro, la perdita è reale. Anzi se la banca ha fatto troppi prestiti avventati, e troppi dei suoi debitori risultano insolventi, può accadere che il passivo superi l’intero capitale che i suoi azionisti hanno investito nella banca. In quel caso, come abbiamo appurato in questi ultimi 20 mesi, la banca fallisce.
E’ un vero dolore, per i padroni. Un dolore così forte, che l’intero sistema bancario è collegato per scongiurarlo. No, gli azionisti di maggiornaza non possono perdere. La banca non può fallire. Per questo esiste la Banca Centrale: prestatore di ultima istanza, garanzia che nessuna banca soffra il fallimento, e i suoi padroni una perdita. La Banca interviene, se c’è questo rischio. A noi si dice: interviene per assicurare che i risparmiatori non perdano i loro depositi.

Il fatto è che ogni banchiere sa che non gli sarà permesso fallire, e perciò non dovrà rendere conto dei suoi prestiti più folli. E’ per questo motivo che le banche, severissime quando si tratta di prestare 50 mila euro al bottegaio dell’angolo o al lavoratore come mutuo per la casa, sono generosissime quando si tratta di prestare milioni di euro, anzi miliardi, a Parmalat, alla Fiat, allo Stato. Aprire un piccolo prestito costa come avanzare un miliardo di dollari dall’Argentina o dalla Fiat, e fa guadagnare meno interessi. E se la Fiat non paga, se rimane in arretrato l’Argentina, è l’intervento della Banca Centrale a salvare il banchiere improvvido, con la scusa che bisogna salvare il sistema; se diventa insolvente l’operaio col mutuo, nessun intervento pubblico lo soccorrerà.

Così, la banca presta volentieri agli Stati, allo Stato, a Parmalat, pur sapendoli insolventi.
Per capire come mai, bisogna ricordare una cosa: alla banca non interessa che il grande debitore estingua il debito, che restituisca rata su rata tutto il capitale. Quel capitale è al 90 per cento denaro creato dal nulla, e al 10% sono soldi vostri, il vostro deposito. Non è della banca, è vostro, e alla banca non interessa nulla. Quando un debitore estingue il suo debito e restituisce il capitale, per la banca è una noia: ora deve trovare qualcun altro da indebitare. Quel che conta, per la banca, è che il debitore continui a pagare gli interessi, magari in eterno.

Perché la banca lucra lì. Perché finché il debitore paga gli interessi, la banca può mantenere il prestito che gli ha fatto alla voce attivi.

In questo senso, il debitore ideale è lo Stato, gli Stati. La banca presta allo Stato comprandone i Buoni del Tesoro, che sono cambiali, promesse di pagamento. Ma nessuno si aspetta mai che lo Stato, alla scadenza dei Bot, paghi se non con l’emissione di nuovi Bot, di pari ammontare, a scadenza più lontana. Questo è l’eterno debito dello Stato; non risulta che nessuno Stato sia mai, nella storia, uscito dall’abisso del debito perpetuo. E’ proprio questo a rendere felice la banca: perpetuamente lucra gli interessi sui Bot, e del resto può in ogni momento rivenderli al pubblico.

Accade che gli Stati non riescano più nemmeno a pagare gli interessi. Accade sempre più spesso, nel terzo mondo. Ma i tempi non sono più quelli di re Edoardo d’Inghilterra, che ripudiò il debito coi banchieri fiorentini e li rovinò. Oggi, agli Stati decotti non è consentito ripudiare il debito, non è consentito fallire. Non è più permesso loro di rovinare i banchieri.

Quando l’Argentina o la Costa d’Avorio, debitori eterni, non ce la fanno proprio nemmeno a pagare gli interessi, la banca li soccorre nel proprio interesse. Se il debitore si dichiara insolvente, la banca dovrà cancellare il prestito dai suoi libri contabili, e pagare con i soldi dei suoi azionisti e padroni la perdita corrispondente. In fondo, basta che il debitore continui a pagare gli interessi su quel debito (non le quote-capitale), sicché la voce continui ad essere un attivo nei libri della banca, e il lucro della banca continui a piovere. Non ha soldi per gli interessi? Ma ci pensa la banca: apre al debitore un altro prestito, creando dal nulla il nuovo denaro necessario perché quello paghi gli interessi. E’ il miracoloso prestito-ponte, tanto praticato verso il terzo mondo. Il denaro fresco non entra nemmeno nel paese; passa da una all’altra scrittura contabile della banca creditrice. Miracolo: il vecchio prestito andato a male resta nei libri come attivo, anzi l’attivo è addirittura accresciuto dal nuovo prestito, e produce ulteriori interessi per la banca.

Ma, prima o poi, il debitore comincia ad entrare in affanno. Si accorge che non può costruire una scuola o un ospedale, perché tutto quel che riceve dalle tasse va a pagare gli interessi alle banche creditrici. A quel punto, Argentina o Costa d’Avorio smettono di pagare gli interessi.

I banchieri si strappano i vestiti. Fanno a pezzi la playstation. Fanno le facce strane. Minacciano il debitore insolvente: d’ora in poi nessuna banca gli farà più credito. Le due parti s’incontrano, l’autorità politica interviene (lo Stato delle banche creditrici), interviene il Fondo Monetario; alla fine della sceneggiata, immutabilmente, viene raggiunto un compromesso. Il debitore riceve un altro prestito (e sono tre), non solo per pagare gli interessi del primo e del secondo prestito, ma per indebitarsi ulteriormente…

EPT Sanremo 2009, Giocare con il Sorriso

20 ottobre 2009

I primi tre giorni di torneo si sono portati via nomi come Pagano e Minieri – che tutti consideravano tra i favoritissimi – mentre tu sei ancora lì. Come ci si sente a sapere che il poker italiano ora tifa per te?
Vedi un torneo di poker non è come un campionato di calcio. Ci sono giocatori dai quali ti aspetti sempre qualcosa in più ma non per questo partono favoriti rispetto ad altri. Il poker è un gioco democratico e per questo all’inizio del torneo non possono esserci pronostici attendibili.

Sono le fiches che hai davanti a parlare ed i veri favoriti si vedono solo al terzo giorno, se tra i primi 10 del chipcount trovi un professionista, allora hai il tuo nome su cui puntare.

Tra i nomi dei 1200 partecipanti spiccano quelli di un’ottima squadra italiana: stiamo diventando un Paese da seguire?

Pagano, Minieri, Pescatori senza dimenticare Blanco, Alaqua, Mazzia, Isaia e il mitico Andrea Benelli.  Ed a questi penso vada aggiunto Dario Alioto, anche se lui lo vedo più forte ad Omaha – una specialità che io non amo parecchio- : stiamo parlando di grandi giocatori Da ogni nome appena citato chi si appassiona a questo gioco dovrebbe saper apprendere qualcosa!
Dove metto l’orsetto Marcucci ?
Tra coloro che stanno crescendo. Ho iniziato a giocare da poco scegliendo di fare subito tornei importanti e raggiungendo 4 tavoli finali in meno di un anno di attività.. ed ora sto lavorando per allungare la serie proprio qui a Sanremo!
Ho tanti amici a sostenermi, ma gli italiani in gara sono parecchi e penso che il poker italiano raccoglierà un ottimo risultato!
Vedi, i 500k del chipleader sono tanti ma se commette errori, ed errare è umano, lo si può lasciare in bianco con due colpi!

Sanremo invasa dai players ed i media che finalmente danno spazio al poker. Qual’è la tua impressione di questo European Poker Tour in salsa italiana?

E’ un grande EPT e Luca ha fatto veramente una magia allargando il cap a 1200 players.
Penso che anche all’estero abbiano da imparare da questa organizzazione: qui ci si sente davvero a casa, e questo è un elemento che fa soffrire i giocatori stranieri. Al tavolo si percepisce che non si trovano a loro agio tra tanti players azzurri.

Eppure il tuo EPT non è iniziato nel migliore dei modi: puoi raccontarci quello che è successo con le prenotazioni?

Si. Insieme ad altri giocatori sono rimasto vittima di un raggiro ben organizzato.

Prima di venire ho acquistato un ticket da un contatto su Facebook che alla fine si è rivelato una bufala. Ho commesso una leggerezza, ma purtroppo ho il difetto di credere nel prossimo.

Però, ai due ragazzi che sono stati raggirati come me e che non hanno avuto la possibilità di giocarsi un sogno come l’EPT dico: ” Credete in me. Se arrivo al Tavolo Finale vi quoto un EPT alla faccia del delinquente che ci ha imbrogliato!”

Quale giocatore pensi sia la maggiore rivelazione del torneo?

Come rivelazione forse citerei Trifoglio: ora è a 100.000 circa ed è davvero un ottimo player. Ma non penso si possa parlare di vera e propria rivelazione prima del Final Table del 23 Aprile.

E la maggiore delusione?

Mi ha deluso Sandra Naujoks perchè non l’ho mai vista ridere, nemmeno dopo la vittoria di Dortmund! Evidentemente sapeva già che sarebbe uscita presto a Sanremo…

Evviva il sorriso !

Io ho giocato 2 livelli con meno di 3000 chips ma credo in me stesso e sono sicuro di essere ancora dentro per via del mio buonumore e della mia autostima.
Quando posso gli avversari li anniento a colpi di sorriso con tanto rispetto, ma davvero senza nessun rimorso.

Che cosa pensi si possa migliorare dell’EPT in Italia?

Nessun consiglio ! Solo apprezzamenti ! Grande Luca Pagano !

WPT Venice 2009, Luci spente al casinò

20 ottobre 2009

Cala il sipario su questa prima edizione del WPT in una giornata dove il poker è stato solo espediente per evitare di seguire attraverso i media l’ennesimo scudetto dell’Inter.

Il final table è segnato già dalle prime battute per i nostri colori. Fuori subito i due italiani in gara, in pochi minuti perdiamo prima Adinolfi (la cronaca su “il Poker Secondo Adinolfi” )e poi il sorprendente Michele Slama Saad. La faccenda nel breve non tarda a rimanere addirittura una questione da risolvere in casa svedese e nel giro di due ore la giostra fratricida è un faccia a faccia tra Jacobson e Astrom.

“Giostra è quando l’uno cavaliere viene contra l’altro, ove non si cerca vittoria se non dello scavallare l’uno l’altro; ed in questo è differente dal torniamento, ove si combatte a fine di morte”: così Francesco di Bartolo da Buti, nel suo Commento sopra la Divina Commedia della seconda metà del XIV secolo, da la sua definizione di giostra.

La finale di un torneo dove dopo innumerevoli scontri rimangono solo due partecipanti a contendersi il premio finale. Lo hanno fatto i due svedesi e, senza alcun sussulto, alla fine l’ha spuntata il Sig.Astrom che ha conquistato il braccialetto del campione e portato a casa un primo premio di 397.960,00 euro, oltre al ticket di 25.000 dollari di iscrizione alla finale del WPT Championship del 2010. Detto tra noi mica noccioline.

La giostra è finita. Nessun cavallo e nessun cavaliere però sono stati visti all’interno del Casinò. L’ultimo rimasto lo avevamo perso il giorno precedente e tutti sappiamo di chi stò parlando. Purtroppo non posso nascondere un debole per il Darietto nazionale.

Cosa dire di più ? L’orso chiude il suo Wpt da giocatore con un onorevole undicesimo piazzamento al side event da 1000, ottava bandierina in meno di un anno di attività.
Continuo a credere fermamente che il poker alla texana debba essere al più presto considerato uno sport, come lo è d’altronde il golf, perchè il Texas Hold’em è veicolo di comunicazione e di scambio culturale.

Uno sport che ha superato il concetto stesso di sport e che coinvolge l’intelligenza, la logica e la psicologia ancor prima di chiamare in causa la fortuna delle persone. Una passione che non ha certo bisogno di traduzioni perchè il suo è un liguaggio internazionale, consolidato da una tradizione soprannazionale e globale, che ormai viaggia parallelamente alle globalizzazioni in atto.

Finisce così questa esperienza Veneziana. Un grande saluto a tutti quelli che ci hanno seguito ed un in bocca al lupo, lanciato alla nostra maniera, per i tornei e le singolar tenzoni che ci vedranno protagonisti in futuro.