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Comunicare

20 ottobre 2009

Comunicare non vuol dire pretendere necessariamente delle risposte. Neanche da se stesso. Le risposte sono come fiori, sbocciano quando è il tempo. Non basta saper parlare, bisogna avere anche la capacità di saper attendere.

Esistere

20 ottobre 2009


Fare qualcosa per se stessi ha un forte valore trasformativo e le trasformazioni sono quelle che concorrono a cancellare il presente proiettandoci velocemente in un futuro fatto di conseguenze.
Vivere.
Ovvio che di domenica mattina il mio scopo non sia quello di stare a cercare una definizione alla parola “vivere”.
Vivere vuol dire esistere. Tutto qui.
E non dirò neppure cose ovvie come ad esempio:
“quanto sia importante vivere in salute”
o “vivere, amare ed essere amati”
o “l’importante è aver partecipato”
oppure quanto sia fondamentale una buona colazione al mattino.
Sono ovvietà, quindi è coreograficamente inutile stare qui a perdere tempo.
Se credete che mi stia addentrando in un campo difficile fatemi un fischio.
E comincerò a parlare delle probabili formazioni di Catania-Roma, del calendario dei Maya, del parrucchino di Berlusconi o dei tassi di interesse che ricominceranno presto a salire.
Vivere vuol dire saper vivere oggi, sapendo che domani farai lo stesso a prescindere da quelle che saranno le tue scelte a prescindere da “cosa” sei o in “cosa” sei destinato a trasformarti.
Chiedersi ogni mattina se hai avuto il coraggio di rischiare in ciò che ritieni sia giusto.
Svegliarsi anche con il ragionevole dubbio di aver sbagliato,ma senza perdere il sorriso.
Agire non incurante, ma convinto che esista sempre un qualche modo per ripartire.
Il mio amico riflesso allo specchio dice che la differenza non la fanno le risposte giuste, ma le domande giuste.

Lui parla sempre poco.
Per una immagine riflessa allo specchio il silenzio è vivere.
E senza il silenzio anche il mondo al di là di quello specchio diventerebbe immediatamente più piccolo.

DRIN !

“Si pronto ?”
“Arrivo subito !”
“Ciao !”
Tante belle parole ed alla fine vivere vuol dire solo correre e rispondere in fretta, prima che qualcuno arrivi e lo faccia al posto tuo.

IPT Venezia 2009, Cronaca di una vittoria all’High Roller

20 ottobre 2009
PREMESSA

L’appellativo “orso” ebbe origine un pomeriggio di 6 anni fà a San Pietroburgo, a quei tempi ero solito trascorrere alcune ore del pomeriggio da solo in una caffetteria sulla Nevskij Prospekt, leggendo un libro o curiosando su internet, fu lì che la mia ragazza attuale mi notò. Da quel giorno per lei sono “the bear”. Strano perchè gli orsi come me non cercano mai compagnia e non fanno comunella tra loro. Siamo schivi e diffidenti e contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non siamo nemmeno aggressivi. Però attacchiamo se ci sentiamo minacciati o impauriti. Di solito corriamo verso il nemico emettendo un vocalizzo tipico, il ruglio, poi a pochi passi dal pericolo ci fermiamo e facciamo marcia indietro, siamo costantemente in bluff.
HIGH ROLLER
La sveglia per l’orso suona come al solito alle 8.30, gli occhi sono ancora abbottonati, il sole che di solito filtra tra le persiane della camera al mattino oggi sembra un vago ricordo dei giorni passati. Distratto. Ho il difetto di dimenticare telefonini, agende e documenti ovunque, ma ho una memoria ferrea per le cose che contano. Non scordo le persone, le abitudini, i luoghi, le storie, i momenti che so di avere molto amato e gli appuntamenti importanti, come quello che alle 14.00 mi vede al tavolo con 8 tra i giocatori di “sit and go” più forti al momento in Italia.
Al bar i clienti hanno tutti tutti la stessa faccia, vedo qualcuno che tenta di scherzare, ma non viene da ridere a nessuno. Non è la solita ricca colazione dell’orso. Mi sforzo e cerco di mangiare qualche cosa, ma ho lo stomaco chiuso, masticare in queste condizioni è quasi un dovere.
Fino al casinò è una bella passeggiata, la tensione comincia a farsi sentire. Rifletto su come questo sport riesca ad annullare tutte le differenze, si diventa amici, non importa la nazione, la professione, l’età, è una grande torre di Babele e tutti siamo lì a condividere la stessa passione, le stesse paure e qualche volta le stesse gioie. Il tavolo è da favola: Francesco Nguyen, Claudio Swissy Rinaldi, Andrea Benelli, Cristiano Blanco, Niccolo’ Caramatti, Dario Minieri, Pier Fabretti, Filippo Candio. Avversari estremamente temibili, fortissimi, alcuni molto aggressivi. La struttura giocabile prevede 30,000 chips e bui da 100-200, il gioco è subito molto aggressivo con Nguyen che entra in quasi ogni piatto pescando anche molto bene, già alla terza mano, in heads up con lo stesso Nguyen, chiudo un colore al flop e decido di giocarlo “slow” callando la “continuation” del pro di Lottomatica. Il board mi aiuta fino al turn, ma il nove al river premia Francesco che chiude un full e dimezza il mio stack. Neanche tre mani e sono già lo short del tavolo. Se il paragone fosse con una tappa del giro d’Italia potrei dire che alla prima salita, cambio marcia ed esce la catena, mi guardo intorno e nessuno si ferma. Sarà dura ripartire e sono già tutti avanti.
C’è una regola nel poker che in generale puoi applicare anche nella vita: Se cadi, se prendi un brutto colpo, nessuno si ferma ad aiutarti, devi farcela da solo.
Il torneo dell’orso passa in modalità spettatore. Nguyen è in assoluto il più attivo. Claudio Rinaldi invece il più sfortunato. Incappa in una mano “set over set” con il pro di Pokerstars.it Fabretti ed è player out. Solo un livello per Claudio, in assoluto uno dei giocatori più temibili al tavolo. Claudio è un fenomeno vero. Trovo sportivamente triste, ma egoisticamente rassicurante non averlo al tavolo nelle fasi salienti della partita.
Intanto continua la battaglia, Fabretti è il chip leader ed aspetta sornione gli eventi. Nguyen, Minieri e Blanco fanno azione.
Dovrei recuperare qualche chips, ormai sono quaranta minuti che non gioco e ora sono abbastanza credibile. L’occasione per l’orsetto si materializza subito e dopo un raise di Nguyen per 1200 da “cut off”, faccio call da bottone. Benelli, che in un paio di mani analoghe aveva già tribettato, si ripete rilanciando da SB per 5900, Blanco dal “big blind” folda, così come Nguyen. Il fold di quest’ultimo mi lascia campo aperto e mando istantaneamente in steal per 24300 totali. Benelli probabilmente in bluff o con una mano marginale folda.
L’orsetto si lecca i baffi e dichiara AA. Nguyen conferma riportando alla memoria una analoga giocata in un main event a Sanremo. Ma in realtà è stato solo il “ruglio” dell’orso, coppia di 6 in demi bluff.

All’inizio del terzo livello la situazione è questa:
Nguyen 44.500 Marcucci 26.000 Benelli 21.000 Blanco 34.500 Caramatti 22.000 Minieri 31.500 Fabretti 58.500 Candio 32.000
Dario Minieri, andato per qualche minuto short stack, si riporta in quota, cambia marcia e diventa aggressivo, a farne le spese sono prima Caramatti e poi il pro di Everest poker Cristiano Blanco.

Io faccio fatica a tenere la bici dritta per non cadere. Cedo due volte il passo, poi, in una mano con QJ esco rilanciando da UTG per 1200, ho intenzione di rappresentare una monster e giocherò come se l’avessi. Trovo il call di Fabretti e Candio. Dopo il flop però vedo Candio con una strana luce negli occhi, noi orsi siamo sospettosi di natura, abbasso le pretese, divento guardingo e lui mi attacca al flop , decido di seguirlo e al minimo segno di debolezza di mandarlo in all in, ma al turn mi attacca ancora pesantemente, lo seguo ancora, se è in bluff non avrà la forza di continuare (almeno credo), al river invece mi betta di nuovo in maniera ancora più decisa.. niente da fare l’orsetto accusa il colpo e torna nella tana. Sono di nuovo short stack e con poche possibilità di fare azione.
Assisto ad una serie di colpi interessanti tra Cristiano Blanco e Minieri. Prima è Cristiano a strappare un bel piatto, poi è Dario a rispondere mettendo in luce tutta la sua chirurgica abilità di lettura e chiamando istantaneamente al river in un piatto importante solo con K high.
Sono innamorato di questo ragazzo, criticato, estroso, disarmante, talentuoso, ed alla fine in ogni caso sulla bocca di tutti. C’è solo una cosa peggiore del parlarne male, non parlarne. E di Dario si parla sempre. E’ grande a prescindere.
Intanto anche Caramatti sembra essere in difficoltà, in questa tappa mi trovo in sua compagnia a pedalare in salita. Lui sembra fare più fatica di me, la sua non è probabilmente una posizione aerodinamica. Non deve aver visto un gran numero di mani giocabili. Rimane comunque un grandissimo player.
L’attesa comincia a dare i suoi frutti. Prima è Minieri a farsi trovare in steal da Nguyen e poi è un illuminato e determinatissimo Cristiano Blanco ad eliminare Candio in una mano analoga. Alla pausa cena si arriva con questi numeri:

Nguyen 110.700 Marcucci 27.500 Blanco 53.200 Caramatti 19.800 Fabretti 58.800

Che sia carne o pesce l’importante per un orsetto adulto è incamerare 2 chili di grasso al giorno. Per questo sarebbe necessaria giornalmente una grossa quantità di cibo: circa 15 chili.
Per fortuna non sono un orso vero ed in questo caso mi accontento di un prosciutto e melone, gli altri non sembrano seguire una dieta particolare. Nguyen è il chip leader ed al tavolo apparecchiato va all inn esibendosi in un: antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, caffè ed ammazza caffè. Un vero fuoriclasse !!

Dopo la pausa cena Nguyen elimina Caramatti vincendo il coin flip della speranza, ma paradossalmente, rimasti in quattro, è il torneo di Fabretti a cambiare. Diventa aggressivo e letale in numerosi colpi sia ai danni di Cristiano, che di Francesco.
E’ sempre più difficile rubare i bui che, a questo punto, sarebbero indispensabili. Decido per una mano in steal “any two” sul probabile raise da bottone di Fabretti, che sta rilanciando ogni mano da quella posizione. Sia Blanco che Nguyen sono diventati molto prudenti in bolla dopo le ultime mani perse, quindi pericolosi, perchè in chiaro affanno possono giocare solo col punto, Fabretti no. Il suo stack è alto, sta pushando, su di me può foldare senza rimorsi, magari senza rischiare di rimettermi in gioco. La fold equity sui buoni giocatori non esiste, ma io devo fare qualcosa e non posso aspettare AA. In più ci sono buone chances che non abbia una mano giocabile. Al suo puntuale rilancio da bottone di 3400, sul fold di Nguyen, mando i resti diretti con 93 per 19600. Fabretti chiama con 44 senza pensarci. La fold equity non ha retto, né tantomeno l’immagine solida al tavolo. Esco comunque miracolato dal board e raddoppio portandomi addirittura sopra Cristiano.
Malgrado il colpo perso, Fabretti continua a giocare un gran poker, molto aggressivo. Potrebbe essere la mia fortuna, perchè c’è tutta l’aria che possa riuscire in ogni momento a fare un player out regalandomi l’ITM. Poi però, Cristiano spilla QQ e Fabretti decide di chiamare il suo all in diretto con 77. Le donne reggono. Tra l’altro in quella mano foldo AT, al flop avrei chiuso un tris. Non potevo comunque chiamare, ma sento che le carte sono dalla mia parte oggi.
Il problema per l’orsetto è che, dopo l’ultimo colpo, i tre giocatori avversari sono tutti pari stack e si rispettano, mentre le mie chips tornano, con i bui pagati, sotto soglia 30000.
Non sto vedendo carte, decido di giocare una mano K5 limpando per 1600 dopo il fold di Nguyen da UTG. Spero di vedere un flop a costo ridotto. Nessuno rilancia. Sia Blanco che Fabretti sono nel piatto.. K39 senza progetti sul board. Blanco check, Fabretti esce per 2400. Non credo che con un K in mano Pier abbia rinunciato a rilanciare preflop, quindi gli faccio al massimo un 9. Rilancio di 8000, ma Fabretti spinge la vasca. Io ho 16000 davanti e la top pair anche se mal accompagnata.
Pier, in precedenza, non aveva avuto problemi a chiamarmi con 44, aveva visto il mio 39 e potrebbe non essere così forte. Sa che so’ foldare, mi sta dicendo che è fortissimo. Ora sta a me se crederci o meno. Ci penso e decido di giocarmi la top pair in questa mano, piuttosto che mandare nelle mani successive.
Chiamo e il pro di pokerstars gira top pair con un kitcher più alto, ma le carte non abbandonano l’orso, così al turn si materializza un 5 grosso come la cupola di San Pietro.
Dimentico immediatamente i tre scoppi delle world series, l’orso compensa la cattiva sorte di Vegas, purtroppo ai danni di Fabretti che aveva ben giocato fino a quel momento. Ma la sorte è anche spietata e, qualche minuto dopo, vuole proprio che sia io ad eliminarlo. All in in steal di Fabretti ed istant call dell’orsetto. AQ vs 96. Sul board cadono sia la Q che il 9. La bolla è esplosa.
A questo punto mi sento un vero Grizzly, uno di quegli orsi bruni del nord America particolarmente ghiotti di salmoni. E’ il momento di attaccare senze guardare le carte. Inizia quindi un martellamento progressivo fatto di raise e re-raise “any two” ai quali sia Cristiano che Francesco non sembrano porre opposizione, ognuno nell’attesa dell’eliminazione dell’altro.
Nemmeno i JJ scoppiati da Nguyen fermano una azione sistematica che vuole portare ad un solo obiettivo. Vincere.
Cristiano Blanco è il terzo classificato in questa sfida senza tregua. Persona fantastica, che stimo come giocatore ed amico e che saluto affettuosamente attraverso queste righe. Manda la vasca con QT trovando il mio call AT. Nessun aiuto dal board.
A questo punto l’Heads Up è quasi una formalità. Francesco è ancora in piena digestione dopo la lauta cena. L’orso invece ha mangiato pochino ed ha fame. La differenza la fanno gli stack, i miei 200.000 contro i 70.000 del pro di Lottomatica. Poche mani e il primo High Roller verrà finalmente assegnato. Ora l’orso può meritatamente andare in letargo fino alla fine di agosto.
Max Pescatori, un giocatore immenso, dice che non si vincono i tornei a colpi di sfiga. Io aggiungo che quando si vince sei fortunato, quando si perde hai avuto sfortuna, ma quello che alla fine si ricorda, sono solo le vittorie.

Un saluto affettuoso da tutto il Team Goal Win e dall’orso ai lettori di Card Player Italia.

Allergia alla realtà

20 ottobre 2009


Questa mattina Claviere sembra una pallina di carta che fugge alla nebbia nascondendosi in fondo al cestino della spazzatura.
Sta lì tra buste strappate di cremini e bicchierini di plastica sporchi di caffè Lavazza.
In questo clima di perfetta discordanza con la realtà anche il tempo sembra limitarsi a passare.
Tutto comunque scorre.
E’ solo un sabato qualunque.
Un sabato da trascorrere tra estremismi sentimentali.
Odio ed amo questi luoghi perchè mi appaiono ogni giorno reali eppure immaginari.
Uguali eppure diversi.

Quattro case ed una chiesa buttate li come a vandalizzare il bosco.
Eccole emergere in questo disordine generale dove tutto sembra comunque rispettare un ordine ben preciso.
La via principale, il campanile, la piazza, i negozi.
Ogni cosa è “disordinatamente” al proprio posto.

Et…ciuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu’.
Scusate
E’ la mia solita allergia alla realtà.

Il Dubbio

20 ottobre 2009
Buongiorno !! ..ho riletto stamattina tutti i pensieri lasciati disordinatamente tra le pagine di facebook nei giorni passati..! ..ieri sera era stato un caro amico a interrogarsi sulla natura malinconica dei miei interventi.. ..ed io a rispondergli che c’è del vero..! ..ma oggi replico con altrettanta sincerità che: “qualcosa ti sfugge amico mio..!” ..la malinconia che emerge da ogni singola riflessione compensa solo i dubbi e le lacune di questo essere umano.. che padrone di una cultura non particolarmente elevata.. e senza doti intelletive eccezionali.. crede che in fondo il dubbio rappresenti quanto di più umano si possa immaginare..! ..c’è chi vive nel dubbio di non saper più amare.. chi nel dubbio di non saper più scrivere.. ..chi affoga nel dubbio di non saper più calciare un rigore.. o superare un esame.. chi si danna nel dubbio di essere sfortunato.. e chi semplicemente dubita ancora di poter rinunciare al suo bombolone mattutino..!! ..le verità vanno lasciate a chi non le vuole cercare.. A me piace vivere e convivere con i dubbi che la vita mi propone ogni giorno..! Sono fatto così.. dubbioso.. abituato ad ascoltare ed a parlare poco.. ma convinto che non ci sia nulla di più “umanamente” appagante.. che alzarsi una mattina credendo di avere qualcosa da dire..!

Uno Specchio Burlone

20 ottobre 2009

Uno specchio burlone questa mattina rimandava informazioni dettagliate sulla consistenza del mio sorriso..! Al bar un uomo di mezza età stava insultando una donna al telefono.. mentre in coda per il bombolone mi sentivo quasi scomodo..!

Siamo in montagna eppure sembra che anche qui non ci sia spazio per il silenzio.. è coperto ovunque.. al bar come in strada.. dove la maledizione di una fragorosa quanto puntualissima campana colpisce impietosa ed assordante ogni mezzora.. Un’altra delle consuetudini Clavieresi in quello che è solo il più classico dei giovedì..!! Ma al di fuori di questo ed in barba ad ogni legge temporale.. sono ancora su quel treno immaginario e non so quando.. o dove scendere.. oppure mi sto chiedendo semplicemente perchè scendere.. quando forse la ragione è proprio nel silenzio di questi scompartimenti..!! ..si dice che niente possa essere chiaro se manchi di un inizio.. e soprattutto se non c’è una fine..!! Questi binari non sono altro che un cerchio.. Li puoi stringere od allargare.. ma trovarvi un inizio od una fine diventa un vero rompicapo..!! Portano ovunque e in nessun posto.. ..ed anche nessun posto.. per me.. è un luogo qualunque..! Caro me stesso nella tua valigia grigia nascondi ..un pensiero turbato.. ..una rosa rossa.. ..una camicia di cattivo gusto.. ..milioni di pensieri che agli altri non servono a niente e che tu tieni sparsi tra le tue cose come tanti colorati respiri.. che ti fottono il petto e ti spaccano il cuore..!! Caro amico mio riflesso nello specchio il tuo sorriso beffardo nasconde una smorfia di disappunto..! Baratteresti tutto questo rumore per il silenzio sordo di un mondo che vedi solo tu al di là di questo riflesso..? Un giorno un bambino si chiederà cosa è successo in questo secolo e la risposta sarà: “Il Calendario dei Maya.. Il Parrucchino di Berlusconi.. Il Culo della Canalis”.. Poi anche lui si accorgerà di essere sul suo treno immaginario in corsa per lo stesso viaggio.. ed ignorandone l’inizio e la fine.. ..starà li fermo a guardare le stelle dal finestrino.. e puntando il dito verso la più luminosa.. sorriderà.. sicuro di poterlo raccontare un giorno come se si trattasse di un libro già scritto..!!

Il treno della ragione

20 ottobre 2009


Questa mattina incrocio personaggi con la solita giacca, i soliti pantaloni, la camicia pulita e sto li a domandarmi quanto pulita sia invece la coscienza. Li vedi incedere attraverso la porta del bar con andatura ferma e decisa arrestandosi solo davanti al bancone.
Alcuni hanno davvero voglia di sembrare sicuri di se. Beati loro.
La fragranza del bombolone appena sfornato oggi è pura utopia. così nel disappunto butto giù qualche pensiero distorto.
Questa mattina, come ogni mattina, in quella che ormai sembra diventata un’abitudine.
Un appuntamento a cui non so rinunciare.
Claviere.
L’unica cosa certa che riesce ad offrirti questo villaggio è il rosso del semaforo piantato all’inizio della strada o il cenno di saluto della signora del panificio di fronte all’hotel.
Il più classico dei cenni con la testa.
Comincia così la mia giornata oggi.
In un passaggio frenetico di idee e pensieri mi proietto nella realtà pronto a dimostrare a non so chi che non sarò mai in difficoltà. Che in fondo tutto è sempre normale o almeno lo è quel tanto che basta da non doverselo nemmeno chiedere.
Senza un bombolone alla crema la mia mente rimane un luogo dannatamente caotico ed inesplorato, dove pochi neuroni si sforzano di interagire vagabondando alla ricerca di un qualcosa all’interno di uno spazio spietatamente vuoto.
Stamattina anche l’hotel è vuoto.
Anche io, come uno di quei neuroni, mi abbandono allo spazio lasciato libero dagli altri.
Al mio parlare silenzioso attraverso una tastiera.
Ai miei ragionamenti caotici.
Rumorosi.
Talmente veloci da sembrare disturbati.
Tutto scorre.
Ed in un continuo passaggio tra un attimo e l’altro mi intestardisco ad aprire una serie infinita di porte.
Ne apro alcune perché devo farlo.
Ne apro altre perché voglio farlo.
Ed alla fine mi accorgo di volerne aprirne una solo per condividere il piacere di non oltrepassarla solo.
Oggi il mio tentativo quotidiano di scrivere qualcosa di socialmente deviante termina a bordo di un veloce treno che corre sui binari dell’immaginario, non posso scendere in corsa e peggio ancora non saprei dove farlo.
“Mi scusi, saprebbe indicarmi la fermata della ragione?”.
“Guardi, non saprei, ce ne sono diverse, tutti ne hanno una ! Se scendi alla mia. Ti indico la strada””.

Buongiorno caro me stesso

20 ottobre 2009

Buongiorno caro me stesso, vedo che stamattina non sei stupito della faccia che vedi riflessa allo specchio.
E’ come in ogni cosa. Alla fine ci si abitua.
Volevo solo ringraziarti di avermi stimolato a crederci sempre,
tanto che alla fine è successo che ho imparato a crederci davvero.
Caro me stesso, ce ne andiamo a spasso da 39 anni, entrambi con i nostri limiti accettando sia il proprio, che l’improprio destino.
Viviamo ogni giorno come una fantastica canzone per poi passare automaticamente alla traccia successiva. E’ vero, c’è sempre un brano che vorremmo saltare, ma sappiamo anche che il successivo potrebbe essere tutt’altra musica.
Ogni giorno, caro me stesso, abbiamo le nostre opportunità.
Ogni attimo che passa è una nuova fuggente possibilità di apprendere una lezione preziosa.
Anche se nessuno ha bussato. Nessuno ha suonato o chiamato. Ogni tanto è il caso di aprire ugualmente la porta.
Se arriva la tua occasione non è detto che sia necessariamente al momento giusto. E stai certo che non si farà annunciare. Bisogna crederci.
Caro me stesso riflesso allo specchio, ciò che oggi ci piace domani potrebbe non piacerci più, quindi ti invito a gustare insieme un bombolone caldo fumante, tu con la sinistra e io con la destra.
Tanto in ogni caso la crema cadrà al centro.

Stato e Poker

20 ottobre 2009

..a chi mi chiede di dire la mia sull’attuale situazione del poker live in Italia devo necessariamente rispondere questo:
..stare a discutere della regolamentazione del poker live non ha davvero senso quando ci si trova come unico interlocutore uno stato permissivo di fronte a centinaia di situazioni grottesche commesse a cielo aperto come:
..relizzazioni di svincoli autostradali mai portati a termine..
..o costruzioni pubbliche stanziate e mai costruite..
..evasioni fiscali accertate e mai recuperate..
..assassini e pedofili a piede libero..
..ex terroristi posti in condizione di godere di potere politico..
..extra-comunitari alcolizzati che malgrado abbiano mietuto vittime innocenti riescono ancora a scorrazzare sul lungomare..
..e potremmo allungare l’elenco all’infinito..
..poi però superi di 11 kmh il limite di velocità di 50 kmh posto su una strada dove si è appostato il solito vigile furbastro.. e che succede ?
..ti fanno un sedere grosso come una casa..!
Purtroppo viviamo l’illusione di una democrazia..
..dove al popolo non è concesso alcun alcun potere..!
..ma di cosa vogliamo parlare se non siamo in grado di decidere nemmeno chi far governare..!
Il top del grottesco..?
..sentite qua..!
“..acquisizione del controllo di testate giornalistiche, mass media.. stampa e televisione..!”
“..realizzazione della separazione delle carriere in magistratura..!”
“..abolizione del monopolio RAI..!”
“..riforma dei rapporti stato-regione..!”
Questa è solo una parte del programma di rinascita democratica della vecchia loggia massonica P2..! Magari chi ha meno di 40 anni pensa si stia parlando di un programma di governo :))))
..se così fosse sarebbe stato realizzato in pieno..!
..e tra l’altro proprio da quei personaggi che figuravano all’epoca iscritti nelle liste di questa straordinaria loggia massonica..!

Sicuramente si tratta di coincidenze, ma levatevi anche voi lo sfizio di controllare quali singolari analogie esistono tra lo stato di fatto attuale e quello che si ritrova nel testo del programma della P2 degli anni 80 !!!!

http://www.misteriditalia.it/loggiap2/ilpiano/P2%28piano%29.pdf

..bleahh !
..scusate la politica mi fa andare il bombolone di traverso..!

Spietatamente Cattivo

20 ottobre 2009

..parto con l’obiettivo di essere spietatamente cattivo..! Ma alla fine so fingere così deliziosamente il bene che finisco col rimanerne coinvolto..! Così perdo l’attimo per sferrare il colpo decisivo..!! Dopo averla aperta.. richiudo la teca che custodisce gelosamente i bomboloni alla crema.. Il bene ha vinto ancora.. Accidenti a lui..!!

Dannata Felicità

20 ottobre 2009

..dannata felicita’ che come la sfiori si allontana di un passo come un orizzonte dispettoso..!! ..oggi voglio aggirarla e prenderla alle spalle..!! ..tanto non saro’ ne’ il primo, ne’ l’ultimo che prova a raggiungerla usando l’inganno..!!

Basta poco

20 ottobre 2009

Oggi nessuno sorrideva al bar, così ho pensato “…ora indosso un bel sorriso e lo mostro a tutti gli sguardi che incrocio. Guardatemi e vi beccate un sorriso. Incredibile. Tutti hanno ricambiato. Altro che al bar, sembrava piuttosto di essere al casting per la pubblicità di un dentifricio. Alle volte basta poco per iniziare bene la giornata.

Fantasia

20 ottobre 2009
Cara la mia fantasia..!! Ogni mattina arrivi e da brava bambina viziata strattoni la gonna del tempo lasciandomi sognare ad occhi aperti..!!
Mi scusi signore se nel mio sogno ho calpestato il suo piede..!! Camminavo con la testa tra le nuvole..!! …Stavo sognando un mondo in cui lei non esiste.. ma e’ evidente che o ho sognato male.. o lei riesce perennemente a starmi tra le palle..!!

Basta un sorriso

20 ottobre 2009

Sia chiaro. Amo, ma non tutti e non alla stessa maniera. Non ho bisogno nè della bidirezionalita’ dei sentimenti, nè dei grandi numeri. La sincerità fatica a nascondersi e non bastano certo le tante maschere che la gente ha imparato a portare con disinvoltura. anche io ne avrei un armadio pieno all’occorrenza, ma non ne ho bisogno. Al massimo indosso un sorriso.
Oggi e’ un giorno particolare che sento mio più di ogni altro giorno. Non mi piace, ma capisco che non sempre si può ottenere il massimo senza arrivare ad un compromesso, senza falsi buonismi o certi modi di fare.
Nob si può perdere tempo a stringere le mani di tutti quelli che incontri. Basta un sorriso e chi ti vuol bene capisce.

Uno straccio di idea

20 ottobre 2009

Ho due neuroni in testa e ringrazio il padre eterno ogni volta che si incontrano, perché a volte, è da non crederci, ne esce fuori anche uno straccio di idea.