Per rispetto

Alice temeva quello che immaginava poterle passare davanti agli occhi. Da sola. Seduta sul bordo di un fiume. Per questo preferiva lo specchio, a uno specchio d’acqua.

Alice aveva ascoltato tante storie e non si fidava di quello che può portare la corrente. A volte si fermava all’improvviso, camminando in un sentiero nel bosco. Poi si toglieva le scarpe e attraversava dolcemente il letto di foglie che si formava sotto agli alberi.  

Se qualcuno avesse fermato il tempo per chiederle perché lo stesse facendo, probabilmente lei avrebbe risposto: “Per rispetto.”

Alice adorava le castagne alla brace. Lo stregatto. Le piaceva avere i capelli lunghi. E amava fare lunghe docce nei giorni freddi. Ma non le erano mai piaciute le goccioline di vapore che si posavano sullo specchio. 

Forse perché le impedivano di affacciarsi sull’unico universo che sapeva appartenerle davvero.

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