A volte gli universi si ignorano. Altre volte si contendono gli spazi vuoti. A me piace quando il mare è calmo. Quando c’è un sottile strato di nubi a segnare il confine col paradiso. Ma anche quando la marea sale e nasconde certi scogli. Quando piove a giugno e non fa nemmeno così caldo come dovrebbe.
Sarà perché ci sono cose che non piacciono a molti. Sarà perché amo farmi piacere anche quello che le persone guardano, ma che non si fermano a osservare. Anche se poi è ciò che osservi a raccontarti storie.
Il punto è che non esiste un punto da mettere. Scrivo come parlo e quando parlo ultimamente tendo a nascondermi un po’. Soprattutto da me stesso.
Stamattina etichettavo dettagli del mio passato e all’improvviso mi è tornata alla mente mia nonna. Una donna d’altri tempi. Ricordo l’odore del sugo ritornando dalla spiaggia in estate. Quel suo immancabile cucchiaio di legno e il grembiule a fiori. Sono ancora lì. In cucina.
Per terra le maioliche bianco latte sempre assediate dalle formiche. E all’angolo la vecchia cucina a gas. Io passavo. Annusavo. Ci tuffavo dentro una rosetta di pane. E lei sorrideva. Sorrideva e poi contava con il pugno gli spaghetti.
Aggiustava di sale. Agitava ancora il suo cucchiaio come farebbe un vecchio indiano che dissotterra l’ascia di guerra. C’era odore di olio d’oliva e basilico fresco nell’aria. Anche adesso. Tutto, ogni ricordo, ha quell’odore.
Era così semplice. Così meraviglioso. E non c’era bisogno di dirlo. Bastava respirarlo. Ho nostalgia di tutte le cose che nella mia vita non sono state. Ma tutto quello che è stato e ho perduto, mi manca molto di piu.


5 giugno 2016 alle 10:48 am |
Nulla è mai perduto. Rivive nell’attimo esatto in cui lo richiami alla memoria e lo costringi a star con te sulla pagina bianca, ancora una volta insieme, ancora una volta tu con lei e con le cose che perdute non sono.
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