Un’emozione elevata al quadrato

Ci sono mattine in cui mi sveglio con la stramaledetta voglia di una emozione elevata al quadrato.
Ad un tratto un dirompente bisogno di accelerare si sostituisce alla solita prudente armonia e la necessità di vincere trasforma un complicato desiderio in qualcosa di semplicemente paranoico.
Accendo la tv ed curioso un omino ingiacchettato sta offrendo, ad una sorridente signora, due fustini di detersivo in cambio di quello appena acquistato.
Lei rifiuta.
Lui insiste.
Lei rifiuta ancora.
Rinuncerei anche io se mi offrissero quant’anche 3 vite nuove in cambio della mia.
Vorrei però smettere di pensare.
Nervoso, certo.
Ma non devo esserlo.
Non oggi.
Apro incautamente un cassetto di esperienze passate e cerco la maschera giusta da indossare per l’occasione.
Provo dapprima una smorfia inopportuna, poi uno sguardo melanconico, ma alla fine è la disillusione di un ironico sorriso che sembra finalmente calzarmi a pennello.
Soddisfatto.
Mi cerco nello specchio ed è come se il mio volto fosse scomparso, cancellato, fuso tra le difformi sfumature delle mie quotidiane e molteplici maschere e io rielaboro il concetto di smorfia in precario equilibrio tra etica ed emetica.
Oggi immagino il destino in reggicalze nere e pugni chiusi.
“Più importante è la meta e più difficile sarà il tragitto.”
Intanto però cammino e mi tengo ben stretta la mia vita.

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Una Risposta to “Un’emozione elevata al quadrato”

  1. Avatar di passoinindia passoinindia Says:

    bella, grazie.

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