La mia destinazione è il mare

E così se ne va. Un altro giorno vissuto da spettatore nello stesso universo di ieri. Un altro passaggio veloce tra impercettibili eroismi e una moltitudine di dilettantismi senza eccellenze. Vincitori e vinti. Accusatori e offesi. Derubati e ladri, o ladri che lo sono diventati perché truffati prima.

Tra complicati giochi di coppia. Uomini e donne imbrigliati nel rifulgente replicarsi del solito equivoco. Il “teorema dell’io e del mio”. Quelle spietata illusione di vincere e perdere comunque da soli, mentre si vince e si perde sempre insieme.

Un tempo ricorderò di quando ero soltanto una particella d’acqua. Una molecola vaporizzata di tutto il tempo trascorso a litigare, a replicare e gareggiare prima di tornare semplicemente acqua. Senza perdere nulla. Senza guadagnarci nulla.

Potrei parlare di violenza e di vittime. Potrei citare la fragilità dei vincenti e la durezza dei perdenti. So di essere stato entrambi e insieme a entrambi. Da ambo i lati di quel muro chiamato “verità”.

Quella emersa e quella mai scoperta. Con il dolore pulsante del bugiardo a far da eco alla rabbia del tradito. Storie che viste da fuori non si capisce mai cosa. Magari un giorno mi sorprenderò a scoprire che “giusto” e “sbagliato” sono posizioni equidistanti e che nessuno sta mai soltanto da una parte.

Intanto, come diceva il personaggio di Zobrist nel film “Inferno”, siamo alle 11.59. All’alba di inevitabili catastrofi che ci supereranno. Mentre il mondo si chiederà inebetito il perché si è ritenuto che non fosse sensato intervenire. Allora forse guarderemo con tenerezza tutti i nostri rapporti più intimi. Magari coglieremo il vero senso del volersi bene.

Un giorno guarderemo miliardi di particelle d’acqua schizzare contro gli scogli e ci renderemo conto che la loro vera natura è il mare da cui provengono e a cui fanno sempre ritorno. Ce ne staremo lì seduti e avremo ben chiaro solo quello che possiamo osservare.

La grandezza, la direzione e la dinamica delle gocce non è che un attimo in cui ogni molecola dell’onda sperimenta se stessa. Dieci, cento, milioni di volte, fin quante ne servono a ogni particella d’acqua per risolvere l’equazione ridicola dell’io e del mio.

Oggi sono qui. Goccia in volo. Nella fulgente illusione che mi spinge ad amare e ad odiare sulla base di forme e traiettorie di quest’attimo. Sono nato dall’impatto con lo scoglio e sto rimbalzando da sempre. In cerchi concentrici e convulsi. La mia fede è il tempo. La mia destinazione è il mare.

2 Risposte to “La mia destinazione è il mare”

  1. poetella Says:

    Ma… in metro al mare?
    Ah, ok… fino a Piramide… poi trenino…😉

    Piace a 1 persona

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