Questa testa non è un albergo

E poi ci sono quei giorni in cui smetto per qualche istante di pensare. Succede ogni tanto e dura fin quando ricomincio a farlo. A pensare intendo.

Mi risveglio improvvisamente come uno che si ricorda di aver lasciato il latte sul fuoco.

Ognuno di noi nasconde una specie di risacca. Un posto fatto di bei ricordi dove i pensieri raggiungono faticosamente il mare. Un po’ come fanno i piccoli di tartaruga.

Per questo me ne resto lì, sulla spiaggia. A guardarli inebetito. Mentre a largo succede qualcosa. Mentre un movimento molto simile a un’increspatura si alza sempre di più e mi corre incontro.

Nessun timore. Solo tanta schiuma bianca e un suono sordo. Prima un ruggito. Poi un boato.

È il rumore della realtà che mi aspetta al varco. Un impaziente destino che mi attende sull’uscio di ogni storia.

Se ne sta lì che fissa nervosamente l’orologio. Che batte il piede in terra come qualcuno che sta aspettando da tanto, troppo tempo, di accadere.

Eppure non sono passati nemmeno dieci minuti da quando ho iniziato a scrivere. Ok. Magari è troppo tardi ed è già ora di mettere un punto.

In fondo questa testa non è un albergo, ma tutto quello che gli gira intorno adesso, si.

Una Risposta to “Questa testa non è un albergo”

  1. mauro - wolf into the wild Says:

    Bel contributo, fortunatamente noi maschi riusciamo anche a non pensare… 🙂 ed è un bel vantaggio!

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