Abusi di pensiero 

Quanto tempo sta scorrendo oggi. Non sembra affatto lo stesso di ieri. E pensarlo rende la cosa più disperante. Ma è un abuso di pensiero che si esercita anche sull’erosione del tempo percepito degli altri.

Una donna sta osservando seduta un quadro, da quasi cinque minuti. Credo sia questa la chiave della giornata. Poi la ragazza si alza, si avvicina alla tela e attraversa tutta la sala senza passarmi davanti. 

Lo fa semplicemente, da parte a parte, spingendo chi deve verso dove si deve andare. Con la spietata inesorabilità e l’indifferente calma di chi sa che non ci sono alternative all’andare avanti. Non ci sono mai. Un passo alla volta. Attimo per attimo. Giorno per giorno. 

A volte un’opera d’arte può sembrare un luogo dove poter finalmente naufragare. Ma non è così. Ha ragione lei. Ci sono altre strade da percorrere. Ci sono altre storie da vivere. E fuori sta tirando un venticello che mi ricorda tanto le “ottobrate romane”.

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