Se solo mi parlassero gli occhi 

“Papà tu lo sai quanto è grande il cuore?”

“Un cuore? Dicono che sia grande più o meno quanto il pugno della propria mano, ma ci sono cuori molto, molto più grandi.”

Niki ora stringe la manina e me la mostra. “Così?”

“Si così!” Esclamo ancora divertito.

“E sta qui?” Chiede ancora indicando un punto in mezzo al petto.

“Ecco. Più o meno li.” Le rispondo sbirciandola dallo specchietto retrovisore. 

“Un giorno però crescerai. E allora scoprirai che il cuore vive in mille posti diversi, senza mai abitare davvero in nessun luogo. A volte ti salirà in gola, quando sarai emozionata. O ti precipiterà nello stomaco quando avrai paura. Quando ti sentirai sola.  

E ci saranno notti in cui lo sentirai accelerare i suoi battiti. Tanto che sembrerà volerti uscire dal petto.  Altre volte farà a cambio col cervello e sceglierà al posto tuo. E farà scelte azzardate. Casuali.

Diventando grande poi imparerai a prendere il tuo cuore per posarlo in altre mani. Mani sbagliate. E te ne renderai conto solo in un secondo momento. Quando ti tornerà indietro un po’ ammaccato. Malandato. Offeso. Ma tu non preoccupartene. Sarà bello lo stesso. Questo però lo capirai solo dopo molto, moltissimo tempo. 

Ci saranno giorni in cui crederai di non averlo più un cuore. Giorni in cui ti convincerai di averlo perso. E ti affannerai a cercarlo in un ricordo, in un profumo, in una immagine scattata chissà quando col cellulare, nelle pagine del libro di papà. Oppure negli occhi di un passante, come fossero le tasche di un giaccone dimenticato nell’armadio. 

Poi arriverà un altro giorno. Un giorno un po’ diverso. Un po’ strano. Un po’ triste e allo stesso tempo importante. Un giorno in cui ti renderai conto che non tutti hanno davvero un cuore. Ma non te ne importerà nulla, perché avrai già trovato di meglio. Un cuore più piccolo del tuo dal quale non vorrai allontanarti più.”

“Ho quasi finito il libro papà.” Ma lo dice accompagnando la sua faccina buffa con un sorriso. Poi si appoggia al sedile del passeggero. Accenna un piccolo sbadiglio. E io le sorrido di rimando.

Se solo mi parlassero gli occhi, forse ora si renderebbe conto di come è sempre riuscita ad aggiustarmi il cuore semplicemente sussurrando la parola “papà”.


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