Lo fanno con me

Ci sono giorni in cui mi rendo conto che ho cose da fare, ma nessuna voglia di fare. Sono momenti in cui non ho alcuna capacità di catalogare. Nessun bisogno di ordine. Di chiarezza. Nemmeno di logica. È un mio puro atto di fede nei confronti di quel disciplinato caos che mi complica ogni tanto la vita. 

Stamattina ne parlavo con Fabrizio. L’amico di sempre. Lui mi ha ascoltato. Poi ha sorriso, come fa spesso. Arginando gli umori con quel suo ottimismo dal retrogusto ironico. Quello raro. Quello di chi sa notare dettagli che gli altri non si fermano neanche a guardare. 

Abbiamo scherzato sul mio nuovo numero di cellulare. Sul compulsivo disordine dei miei pensieri. Sulla porta del mio frigorifero ormai stracolma di post-it e annotazioni. 

Poi il suo volto è diventato serio. È stato all’improvviso. Ha indossato quello sguardo profondo e il taglio di sorriso di chi ti sta per svelare un segreto. Quello che fa mettere seduti e appoggiarsi allo schienale con tutto il peso del corpo. 

La verità”, mi ha detto, “è che mettere da parte la tua quotidianità e ignorare gli impegni è un modo di fuggire dal tempo che passa. Dilettantismi di autodifesa. È una specie di resa dei conti con se stessi. Anzi no. E’ una conversazione. Una prova di forza. Un modo di sfidare sul tuo campo tutti quei demoni travestiti da incertezze, che albergano nei tuoi baratri più profondi.”

“Sei troppo epico oggi Fa!” Gli ho sorriso io. Poi mi sono voltato e ho osservato un gruppetto di turisti ascoltare la storia di Roma attraverso le parole di una guida. È stato un po’ come guardare un vecchio film di Luigi Magni seduto al tavolino di uno storico bar.

A volte guardo il mondo con la speranza che la terra si allontani finalmente dal mio universo. E spesso mi ritrovo a pensare al “dove”, al “come” e al “quando” di ogni mio singolo pensiero. Ai “perché” di ogni mia singola goccia di inchiostro elettronico. 

Il mio amico. I miei pensieri. I miei errori.  Una coppa di gelato e qualche centimetro quadrato di barba più di ieri. E poi il tempo che passa. Quel mio modo del tutto personale di raccontare le storie che credo di vivere e rivivere. Senza troppi effetti speciali.

Ogni pensiero è un foglio di quaderno. Ogni minuto un frammento di qualcosa che non c’è più. Difficile non arrendersi al fascino indiscreto del tempo. Alle parole ironiche di un amico vero. E a tutte quelle battute che sembrano banali. Ma che riempiono le parole di significati. O che almeno lo fanno con me.


2 Risposte to “Lo fanno con me”

  1. E. Says:

    Allora forse anche io a volte ho voglia di fuggire dal tempo che passa!
    Io ultimamente sto sperimentando l’irrequietezza del tempo. Vorrei che passasse il più veloce possibile perché vorrei conoscere al più presto il mio futuro, qualsiasi esso sia.

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