Si cambia 

E poi si cambia. Succede sempre quando si deve fare. Cambiare. E non un vestito. Non l’automobile. Ma il tuo modo di stare al mondo. La logica con la quale hai sempre vissuto. Quella che hai comunque ritenuto essere la via più giusta per affrontare i fatti. 

Si cambia. I nostri valori. Le nostre priorità. Succede quando non puoi più farne a meno. Quando la vita ti costringe. Quando stai facendo una foto e solo riguardandola ti accorgi che è l’istantanea di una stella cadente. Quando a destra dello sterno, tra il collo e lo stomaco, trovi un fuoco di sbarramento. Una linea di confine fatta di strane emozioni. Pensieri irreali. Insondabili malinconie. Ostacoli.

Tutte immagini che tendono a scoraggiarlo un cambiamento. Storie che riducono l’auto stima. Calpestano la dignità. Desideri mancati. Falsi bisogni, rinunciabili e inessenziali. È la tua vita, contro la tua vita. Quella immaginata che si schiera contro quella mai vissuta. Tutto viene ridiscusso. Messo in dubbio. Eppure mai provato fino in fondo. 

Certe volte ho la chiara sensazione che gli ostacoli siano un atto d’amore verso l’esistenza. Che tutto si riduca all’approccio con cui si decide di affrontarli. Che lo scopo di ogni cosa non sia “conoscere” e “conoscersi”, ma “riconoscersi”. Riconoscere noi stessi per ciò che c’è di intimamente nostro. E mi guardo bene dall’usare la parola “migliore”. Unico non è sinonimo di migliore. E non c’è nemmeno bisogno di essere i “migliori”, per sentirsi “unici”.

Poi però ti capita di vivere altre storie. Come quella di un amico a cui viene strappato un sogno dalle mani. Lui non lo vedi spesso, ma lo stimi tanto. Sai che ti ha sempre parlato con semplicità. Con disarmante sincerità. Ti ha anche criticato senza mai puntarti il dito. E ora affronta la perdita di un figlio. La vita che si ferma. Le parole che smettono di avere senso. 

Succede che stavolta l’ostacolo da superare è imponente. E non ti porta a capire qualcosa di te e della tua vita. Ma la distrugge e la devasta lasciandoti con l’impotenza a fare da contorno ai capricci di un Dio che non è affatto giusto. E forse nemmeno buono. E che semmai esista, non ha assolutamente capito “cosa” e chi punire “per cosa”. 

Cambiare è un’operazione da compiere in silenzio. In religioso rispetto verso tutti quelli per cui cambiare è difficile. Qualcosa da fare con coraggio estremo. Con assoluta cautela. Con forza crescente, umiltà e immensa spregiudicatezza. Cambiare è un modo per capire. È il contrario di spiegare il “perché bisogna cambiare”. 
Esistono realtà che non si possono raccontare a parole. Perché sono troppo. Perché ridicolizzano ogni pensiero, anche quelli più appropriati. Perché stanotte, come ogni notte, le stelle cadenti sono solo pezzi di cielo. Perché certi sogni non si accendono, non fanno rumore. Eppure non ti stanchi mai di guardarli e di starli ad ascoltare.

5 Risposte to “Si cambia ”

  1. fede63 Says:

    Mi dispiace per la disgrazia, ma sappiamo bene che Iddio in questa vita non punisce nessuno… ci ama troppo per permetterci di compiacerci delle sue “vendette” al punto di poter dire (e peccare) “fatto bene” nei confronti di nessuno. E sappiamo bene anche che il satana esiste e che si aggira sulla terra fra i viventi. Una preghiera

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