Cinque misere assi

Credo nell’amore. Ci ho sempre creduto. Credo nell’ispirazione che nasce dall’ammirazione verso un’altra persona. Credo anche nel mestiere di amare. Credo in Prevert e Khalil Gibran. Credo che il primo dovere di ogni uomo innamorato sia quello di soddisfare. Di proteggere. Di interessare, coinvolgere e realizzare i desideri dell’altra. 

Credo che tutte le relazioni sane debbano contenere dei misteri insondabili. Delle circostanze inspiegabili. Dei ragionamenti per assurdo. Credo negli inizi di ogni storia, temo le parti centrali e ho il terrore dei finali. Credo nelle relazioni forti di persone con caratteri forti. Uomini e donne che sognano qualcosa, che hanno bisogno di qualcosa e agiscono per ottenerlo. 

Credo nei protagonisti, negli antagonisti, negli obiettivi mancati che insegnano e negli ostacoli superati, o presi in faccia. Fa lo stesso. Credo che i desideri concreti siano più forti di quelli astratti. Credo nella tensione. Nell’emozione di un’attesa, nel dramma di un rifiuto, e nella suspense di una risposta difficile. Credo che si impari più dal passato, che non rinnegandolo il passato. 

Credo che ogni bella persona abbia comunque i suoi segreti da custodire, le sue idee da difendere, la sue potenzialità da esprimere. Credo nella sincerità di un pianto e nelle mille possibilità di un abbraccio. Credo nella natura umana delle scelte. Nel rispetto dei sentimenti. Anche quelli non ricambiati. Credo che le domande più profonde della nostra anima siano più importanti delle risposte. 

Credo che un uomo innamorato sia un poeta travestito da architetto. Credo che amare sia il mestiere più difficile. Sottopagato. Sottostimato. L’amore è un ponte. Che parte dentro di noi e porta dritto al cuore degli altri. Un ponte. Già. Detto così non sembra molto. Sono solo misere assi di legno. Nei casi migliori è ferro. Niente di che. Ma ci si emoziona così tanto per tutto quello che ci può passare sopra. E senza mai restare troppo tempo a chiedersi, “reggerà?”

Un amore non nasce da solo. Non è un desiderio nascosto tra le sinapsi di una testa. Ma un sentimento in cui credere, che si manifesta con prepotenza e che ti chiede di vivere. Non ha trama. Non ha copione. Non ha finali a sorpresa. 
Bisogna però saperlo fare. Amare intendo. Perché quando ci si innamora e non si è pronti a farlo, l’esperienza è devastante. Ti sembra di sapere alla perfezione sempre tutto quello che va fatto, ma in realtà non ne sai nulla. 

Agisci a caso. Nella convinzione che ogni passo sia nella giusta direzione. Mosso soltanto dal bisogno di affetto, dalla confusione e da una crescente carenza di attenzioni. Per questo oggi io dico che prima di innamorarsi ci vuole prudenza. Ci vuole cautela. Saper rimanere in ascolto. In equilibrio su quelle misere cinque assi. In paziente attesa che arrivi il giorno in cui nessuna domanda sarà più così difficile, e nessuna risposta farà più tanta paura. 

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