Il viaggiatore

Sono un attento frequentatore dei miei pensieri. Un viaggiatore. Un turista imperfetto. Uno di quelli che trova piacevole soggiornare nei lati oscuri della sua mente. Laddove c’è un’incertezza, mi trovi. E mi sono chiesto spesso che senso abbia scriverlo. Che senso abbia anche chiederselo.

Stanotte il mio universo è perfetto per i punti interrogativi. Tante direzioni e nessuna rotta. Molti passi e nessuna impronta. Cammino in circolo mentre guardo fuori e sbircio solo dentro di me. Urtando le cose. Urtando i pensieri. Urtando i passanti. 

Esiste un confine che separa il mio modo di sentirmi sereno dalla mia idea di serenità. C’è sempre una parte di me che si guarda allo specchio con il solo intento di giudicarsi.

A volte mi domando dove sono le stelle. Anche se alzo la testa il mio riflesso non sarà mai in grado di guardarlo un cielo.

Non lo so. Io a volte ho anche paura delle stelle. Corpi celesti morenti che mi spiano. E ci illudiamo che guardarle sia vita? 

Non sono altro che un ricordo. Qualcosa che ha già cessato di esistere. Qualcosa che forse sta per esplodere per creare un altro buco nero capace solo di inghiottire anche la luce che resta. La teoria del tutto. La teoria del niente.

Mi piace invece immaginare un cielo fatto di stelle che osservano me. Che esprimono un desiderio ogni volta che mi sfugge un edamame al ristorante giapponese. Ogni volta che una donna incantevole illumina lo spazio con un suo sorriso. Non lo so. Non posso saperlo. 

Ma non saperlo sta diventando una scusa più che una condizione. Un rito pagano tutto mio che esige sacrifici e rinunce. 

Stanotte ho voglia di lasciare alcuni piccoli riferimenti a caso. Attaccare post it sul frigorifero della cucina come dei promemoria per orientarmi nella scelta delle parole da scrivere domani. 

Le parole di oggi mi portano in direzioni diverse. Mi strappano i pensieri a metà. Mi confondono sul “chi sono”. Sul “cosa ci faccio qui” e sul “dove sto andando”. Mentre sui “perché” scende una cortina di nebbia fuori stagione.

Forse ogni tanto dovrei dire dei “no”, per ottenere dei sì che ritengo importanti. 

Tutto quello che scrivo e che trasmette un significato ora, può voler dire il contrario domani. Anche un buongiorno. Anche un sorriso. Anche un abbraccio.

Buongiorno ai frammenti di quel me stesso che ancora non riesco a mettere insieme. Buongiorno alle parole che dicono e disfano. Buongiorno a quel mio primo pensiero di quando apro gli occhi al mattino e all’emozione profonda che provo nel riconoscermi ogni giorno in lui.

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