La mia strada

A volte ci si allontana. Anche da se stessi. Poi però arriva per tutti il momento di tornare. Di riprendere la propria forma naturale. Circolare, quadrata, pentagonale. Non lo so. Conta poco. L’importante è indossarsi e sentirsi finalmente comodi. Stamattina vorrei un caffè e una curva che sale dietro la collina. Un posto da cui vedere il mare. Così, all’improvviso.

Invece me ne sto qua. Affacciato a una finestra. A piedi nudi, con la mia spremuta. Forse ho deciso di dare una possibilità a tutti gli spigoli di casa. Non ho molto da dire. E non cerco di attribuire un senso compiuto all’universo. Mi limito a osservarlo passare. A fargli un cenno con la testa. Semmai mi riconosca.

Come quando la mattina presto a Claviere incontravo il vigile del paese. Il prete. Il carabiniere. Il sindaco. Oppure il matto. Come quando mi capitava di affrontare a calcio qualcuno con cui avevo già giocato prima. Palla al centro. Stretta di mano. Poi un piccolo cenno con il mento. Come per dire, “magari stavolta vinco io”. Stamattina ci siamo studiati un istante io e il senso dell’universo. Poi ci siamo allontanati con le mani in tasca. Lui orbitando verso nuove perfezioni. E io per la mia strada, alla ricerca di un’imperfezione che cancelli tutte le altre. 

Una Risposta to “La mia strada”

  1. vitedicarta Says:

    https://vitedicarta.wordpress.com/2016/05/29/liebster-award/

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