È mattino da 7 minuti

C’è sempre un’alba che sul più bello arriva a ingannare la notte. Stasera ho riletto le pagine del mio prossimo libro. Ho rivisto aggettivi. Cambiato figure retoriche. Ottimizzato la punteggiatura. L’ho fatto retrocedendo. Andando a ritroso. Attenendomi scrupolosamente a quelle leggi linguistiche totalmente ignorate sui programmi di messaggistica in rete.
Poi ho sgocciolato una bottiglia di vodka svedese in un bicchiere da cocktail. L’ho asciugata bene. La tenevo nel surgelatore. Ho aggiunto ghiaccio tritato a mano, 4 fragole, una fetta di limone, un ramoscello di menta, due cannucce e dello sciroppo. Ho cercato di fare attenzione a non incontrare personalmente la famosa goccia che fa traboccare il vaso. Ho mescolato. Ho guarnito con classe e zuccherini. Ho versato arcobaleni di colore. Ho scattato una foto e ho iniziato a sorseggiare. Ridacchiavo come un bambino che tira i capelli alla tipa del banco di fronte. Ingenuamente. Innocentemente. E ho ammucchiato tutti i pensieri in un unico più grande. Ho fatto spazio.

Le storie davvero belle. Quelle belle “per sempre”. Arrivano un po’ alla volta. Giorno dopo giorno. Sorriso dopo sorriso. Anche se a volte sei in grado di cavare fuori un sorriso solo col cacciavite. Anche se esistono inferni di cui evidentemente non puoi fare a meno. Chissà di quanti “adesso” avrei bisogno stanotte per descrivere un “per sempre” che si rispetti. Osservo la bottiglia semivuota. Nessun riflesso. C’è scritto Absolut. Trentatré punto tre gradi. Sembra la temperatura delle spiaggie a Fregene in luglio inoltrato. Il cellulare mi avvisa che ho molte notifiche e poca batteria. Non esiste un motivo specifico perché si ostini ogni volta a farlo. Come non esiste una ragione specifica nella scelta di una persona. Semplicemente non c’è una scelta. Non esiste una decisione vera e propria in tutto questo. Scelgono le espressioni del viso e l’odore della pelle. Sceglie la chimica dei gesti. Sceglie il tono della voce. A volte basta il modo che ha usato il primo giorno per dire “ciao”.
Quando l’alba ha fatto capolino stavo mangiando le fragole avanzate. Osservavo dalla finestra Roma che dorme. È mattino da 7 minuti. Il sole è un dettaglio meraviglioso. Ma stavolta era davvero impossibile aggiungerlo a questa storia.

   

 

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