“Dio non c’entra nulla”

Esistono questioni fondamentali che stanno alla base di ogni cosa. Come gli odi che contribuiscono a creare le radici di qualsiasi guerra. Ieri mi sono perso tra pagine internet e programmi televisivi. Ho letto centinaia di idiozie sui social network, scritte da chi di solito usa questo mezzo solo per scrivere idiozie. Niente di strano quindi. Ma ho anche sentito straparlare persone di grande spessore. Giornalisti. Personaggi che dovrebbero essere molto più preparati di me in quanto a politica estera e storia. Addirittura ho sentito alcuni politici sostenere che non se ne può più dei musulmani e della religione. Che è proprio dalla religione che provengono guerre ed attentati. Ho sentito mettere insieme e confondere ogni forma di fede e di spiritualità con il fanatismo. Che cosa significa tutto ciò? Come possono persone, sulla carta così preparate, affermare in TV cose così lontane dalla realtà? Come si può ignorare che è proprio da questi presupposti ignoranti che partono le premesse del razzismo e le radici di ogni guerra?

Sul profilo FB di Emilio Casalini. Un giornalista che ho imparato a stimare in questi ultimi anni per le sue indagini puntuali e approfondite, ieri è apparsa una foto molto intelligente in contrapposizione a quella prima pagina scellerata di Libero, “Bastardi Islamici”. Basta guardarla. Senza molte parole. Fa capire l’assurdità e la superficialità del linguaggio usato da certa gente addetta ai lavori. Come si fa a far comprendere a tutti che l’Isis non può essere rasa al suolo? Non è una città. Ma un’ideologia. Come si fa a far capire che c’è una profonda differenza tra un profugo e un estremista? A volte sento che tutto quello che mi sta accadendo intorno non è altro che una proiezione fedele di quanto ho dentro. Per questo io continuo a non essere Charlie. Come allo stesso tempo non sono il ragazzo ventenne, o l’uomo che hanno fatto parte del gruppo di terroristi. E forse, ancora meno, sono una persona in grado di giudicare ciò che non conosce a fondo. Perché sbaglio. Perché lo faccio spesso. Lo faccio con le parole. Con le azioni. Lo faccio quotidianamente. E nella mia devastante e inconsapevole colpevolezza compio soprusi verso chiunque. Lo faccio quando offendo qualcuno a cui voglio bene. Quando compro delle scarpe confezionate da bambini che hanno gli anni di mia figlia Nicoletta. Lo faccio quando ignoro la raccolta differenziata. Quando passo col rosso. Quando parcheggio in doppia fila. Quando evito di battere uno scontrino. Quando inquino. Quando metto la mia comodità davanti al futuro di questo pianeta, perché tanto si sa. Diventerà di altri. E io non ci sarò.

Se cerco di cambiare il punto di vista mi sento anche io parte di questo braccio immenso che sbaglia. Che contribuisce a creare le basi di ogni conflitto. Perché se un ragazzo di venti anni si imbottisce di esplosivo e spara contro dei suoi connazionali che guardano un film, o prendono un caffè al bar. Vuol dire che abbiamo fallito tutti. Che la comunità globale, se davvero ne esiste una, ha fallito. Ed è un demone immenso di cui anche io, pur in modo infinitesimale, faccio parte. Sono sempre andato contro ogni forma di fanatismo. Politico. Religioso. Culturale. Tutto quello che è pericolosamente fanatico va fermato. Questo vorrei fosse ben chiaro a chi non sa leggere. E ho amici musulmani che la pensano esattamente come me. D’altronde sarebbe impossibile pensare il contrario. Ma fermare certi fanatismi probabilmente vuol dire combattere. E nella mia totale impreparazione mi sento davvero inadeguato a parlare di questo. Persone che uccidono altre persone. Non è esattamente come sbagliare a gettare la plastica. Io non sono ancora in grado di capire questa cosa e quindi se davvero accadesse non saprei come accettarla. Pierre Jean Luizard ha scritto un libro interessante sulle origini dell’odio. “La questione irachena”. Edito da Feltrinelli. L’avevo acquistato qualche anno fa, ma non ero mai riuscito a leggerlo. L’ho fatto ieri. Giusto per non essere proprio uno che non ne sa niente. Tuttavia non mi sento ancora pronto per poterne parlare. Quindi credo ne seguiranno altri. Uno tra tutti il Corano. E pensare che conosco tante persone che si definiscono cattolici convinti e non hanno mai letto una Bibbia. Quando si dice avere fede!

Forse invece di scrivere puttanate razziste sui social network si dovrebbe trovare più tempo per documentarsi. Perdere qualche minuto e leggere un po’ di storia mediorientale e francese. Sono profondamente convinto che l’odio si abbatta anche con la cultura e la conoscenza dei fatti. In alternativa però andrebbe bene anche stare zitti. Chiudo citando mio padre. Ieri sera, dopo una minestrina e tre pasticche antitumorali, commentava così le immagini in televisione. “Comunque è inquietante. Se fai due lire di nero ti trovi la finanza a casa. Ma puoi far transitare armi ed esplosivi in giro per l’Europa e metterli in mano a un ventenne senza che i servizi segreti si accorgano di nulla. Siamo tutti in pericolo e Dio non c’entra nulla.”

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