Guarda

Guarda che mare. Guarda che tramonto. Guarda che spiaggia. Guarda che giornata. Che sole. Che luna. Con gli amici. Con la fidanzata. Con la moglie. Da solo. In mezzo a centinaia di persone. Guarda come sono sereno. Come sono gay, bisex, etero. Come sono orgoglioso. Guarda come stiamo bene. E sapessi come ci stiamo divertendo. Guarda.

Guarda come sorrido. Guarda che colori. Che faccia. Che bocca. Ci sta precisa nello spazio di un iphone. Guarda che bacio che sto mandando a nessuno. Sembra stia succhiando una fragola invisibile e non so perché la succhio. Ma lo fanno tutti e se lo fanno tutti è simpatico. Guarda.

Guarda come sono o non sono Charlie. Guarda che naufragio. Guarda che incidente. Che esplosione. Che incendio. Guarda come odio la guerra. Il razzismo. La chiesa. Come sono di destra, sinistra e centro. Guarda quanto sono romanista. Laziale. Gobbo. Guarda come sono migliore. Guarda il mio cane. Guarda gli occhi del mio gatto. Guarda come mangia. Come corre. Come dorme. Guarda come lo coccolo e non sai quanto gli piace. Guarda.

Guarda quanto amo i cuccioli e quanto fratturerei il cranio di tutti quelli fanno del male agli animali. Guarda quanto li troverei e torturerei tutti. Guarda come lo riprenderei. Lo posterei su facebook, lo taggerei e lo spammerei, perché chi fa del male agli animali io proprio…. guarda e non mi ci far pensare. Guarda.

Guarda che mi sono fatto al braccio. Al piede. Alla caviglia. Guarda come sono sfortunato. Guarda quanto sono fortunato. Guarda che cicatrice. Guarda che tatuaggio. Guarda che bella casa in montagna, al lago, al centro, abbiamo appena comprato. Guarda che auto. Che moto. Che orologio. Che vacanza. Che barca. E nel frattempo clicca mi piace, tagga e condividi, altrimenti sei solo curioso. Peró guarda.

Guarda che ragazza strafiga. Che festa assurda. Che cena. Che piatti. Che nottata da paura. Guarda l’attore. Il cantante. Il politico. Guarda con chi ero seduto. Con chi parlavo. Guarda la mia nuova compagna con i capelli corti, lunghi, scalati, colorati, gialli, verdi, a zero. Guarda che seno. Che glutei. Guarda che braccio e che addominali scolpiti che ho. Guarda.

Guarda che bello stare sotto l’ombrellone. Sotto la doccia. In acqua. Sul lettino. Al ristorante. In ascensore. In bagno. Davanti allo specchio. Sotto la pioggia. Sulla barca a motore, a vela, a remi, in crociera, a pescare, a giocare a tennis, a calcio, a nuotare, a fare foto. Guarda.

Guarda mentre mi faccio mia moglie, la mia amante, il mio boyfriend, la mia vicina di casa, la ragazza del mio amico, la mia compagna di scuola, la mia psicanalista, la mia insegnante di yoga, la professoressa di musica. Guarda mentre mi anbraccio una tipa che non so neanche il nome, mentre mia moglie mi guarda. Mentre qualcuno ci filma. Mentre tu mi guardi. Guarda.

Guarda come uccido le foche. Come addormento l’orso. Come muore una cavia. Come salto con la bici. Con la moto. Con le mani e senza casco. Guarda come mi copro il volto. Come taglio la gola a un giornalista. Come mi faccio esplodere. Guarda mentre punto il fucile contro un ostaggio. Guarda che premo il grilletto. Guarda.

Guarda come si piega inerme come un sacco di immondizia. Guarda il sangue che continua a fuoriuscire quando gli sparo ancora. Guarda veloce che poi mi censurano e se mi censurano non mi hai mai visto e tu non puoi non avermi visto. Condividi su facebook. Apri un canale youtube che non sai quanti altri guarderanno. Guarda.

Guarda e non smettere di guardare, che se cessi di guardare e cessi di spammare, magari rischi finalmente di vedere e tu sai bene che tutto questo guardare serve appunto a non vedere. Se tu volessi davvero vedere chiuderesti gli occhi. Guarda.

Guarda l’allucinante disperazione di questo pianeta attraverso i social network. Guarda milioni di persone. Generazioni differenti. Culture e religioni diverse. Belli, brutti, buoni, cattivi, ladri, assassini, studenti, benefattori, puttane e operai. Tutti spietatamente occupati a ritrarsi, condividersi e piacersi. Guarda l’incontenibile niente che riempie di insignificanza miliardi di autoritratti globali della nostra allucinazione, della nostra miseria, della nostra calpestabile umanità. Poi guardati dentro e chiediti a cosa diavolo serve tutto questo impalpabile nulla.

Ci sono migliaia di libri da leggere. Musica da ascoltare. Riflessioni da fare e pensieri da condividere. Milioni di mani da stringere. Decine e decine di brave persone tutte da scoprire, abbracciare e amare. Sento un irresistibile bisogno di farlo un passo indietro. Rinunciare a questa chiassosa era capace solo di tirare fuori il peggio dalle persone. Ci stiamo perdendo il meglio. E questo vale proprio per tutti. Anche per me.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: