Solo parole

Forse qualcuno non è riuscito a seguirmi fino a questo punto senza annoiarsi. E magari ora potrebbe andare anche peggio, considerando che sto per scrivere la parte più difficile. Quella in cui resto immobile e attendo. Quella in cui vengo travolto dalle conseguenze e la smetto di immaginare. Quella in cui un uomo si osserva allo specchio dalla testa ai piedi. Senza limitarsi a guardare solo i lineamenti del viso.

Dolore, rabbia, desiderio, perdono. Voglia, eccitazione, estasi, affetto, speranza, amore, stupore, meraviglia, incanto. Tristezza, malinconia, frustrazione. Non sono solo parole. Si tratta di emozioni.
Non sono inchiostro. Non sono frammenti di pixel. Non sono tracce di Gbyte impressionate in un hard disk. Non sono la mappa del tesoro, la favola di cappuccetto rosso, la grande conchiglia dove si ascolta il rumore del mare o il messaggio che infili nella bottiglia. Sono sentimenti. Sono la realtà. Che poi questo possa piacere o meno è un altro discorso.

Il rumore del mare io ce l’ho dentro. È giusto sullo sterno, un po’ spostato a sinistra. C’era una volta, c’è adesso e se Dio vuole ci sarà anche domani. Fatevene una ragione, oppure aprite google e leggete altro.

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