Parole inutili

La ragazza si voltò per guardarlo negli occhi ancora una volta. Poi lo vide scomparire nel quadrante di un altro dei suoi universi.
In mano aveva ancora un biglietto del cinema piegato a metà.

Quando lo aprì vide solo lettere di colore grigio. Ogni lettera aveva una sfumatura diversa e lei si sentì in disaccordo con tutte, ma non disse nulla. Coprì con la sua mano la luce e per un istante le sembrarono curiosamente uguali.

Poi desiderò che tutto si fosse esaurito così, che i pensieri fossero migrati via. Invece le parole se ne stavano ancora stese ad asciugare sul filo dei ricordi che univa il tempo alle distanze.

Allora provò a immaginare il vento soffiare forte su quelle lettere e strapparle via.
Ma le venne in mente solo il suono di un colpo di martello. Uno di quelli che si danno al monoblocco di un vagone fermo alla stazione. Lo stesso rumore che hanno le scelte difficili, quelle che non vorresti prendere mai.

Il desiderio stamattina è una piscina vuota da riempire usando un cucchiaio e centinaia di pagine inutili da misurare in vasche. Forse ci so fare con le parole, ma andrei molto meglio usando le labbra e le mani.

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