Quelli come me

Quelli come me, per sopportare certe frustrazioni, hanno bisogno di allontanarsi ogni tanto e lasciarsi tutto alle spalle, anche se stessi.

Stamattina custodisco pensieri affilati e idee oltremodo vaghe. Ho in testa mille parole e vorrei trovarne almeno una giusta da scrivere, ma proprio non riesco.
Cerco la poesia nella foto di un tronco, nel cinguettio di un merlo, nel rumore provocato da una vecchia scatola trascinata per gioco dal mio cane.

Quelli come me pensano che il modo migliore per dimenticare, qualcosa o qualcuno, sia gettarsi a capofitto su un progetto in cui investire tutte le proprie energie.
Esplodere per non implodere dentro, come tutte quelle persone che hanno paura, anche di se stessi.
Quelle senza sufficienti interessi o distrazioni. Uomini e donne incompleti. Abbandonati o dimenticati, che decidono di scappare solo seguendo il perimetro che delimita le prioprie prigioni mentali. Quando dentro o fuori non fa più differenza.
Ogni sentimento che tentiamo di soffocare ci intossica. Che si tratti di amore o rabbia poco importa. Anche Oscar Wilde sosteneva che l’unico modo di liberarsi di una emozione forte è cederle. Resistere è oltremodo frustrante.

Quelli come me non hanno paura di cambiare spesso direzione. Forse per fuggire dalla responsabilità di scegliere la direzione giusta in cui andare.
Poi però si torna sempre indietro. Tutti tornano indietro. Perché “da dove vieni” alla fine è il posto più sicuro che c’è.

Oggi ho un devastante bisogno di consumare la mia energia, di stremarmi. Anche se il rischio è quello di colmare le mancanze con altre mancanze. Di svuotare bicchieri pieni e riempire spazi vuoti con nuove frustrazioni che non mi appartengono.

Quelli come me hanno un solo cuore. Non come gli altri che pare ne sfoggino uno per ogni occasione.
L’amore convince l’essere umano a fare cose assurde. È la paura di sentirsi dire “addio” che ti spinge ogni giorno a volerlo gridare per primo. Per vincere cosa, non si sa.
Poi subito ti domandi come stai.
E ti rispondi pure. “Male cazzo!”
Come dovrei sentirmi a fare qualcosa che mi allontana per sempre da ciò che amo?
Magari passerà. Non oggi però.

Quelli come me tentano sempre di restare a galla ormeggiati a contraddizioni frastagliate, a sensazioni irrazionali e pensieri insensati. Testano, analizzano, pazientano, aspettano, tengono in vita le proprie speranze nutrendole di piccoli gesti e insignificanti emozioni infantili.

Quelli come me sono degli inguaribili romantici e anche degli eterni indecisi. Sempre in bilico tra quello che vorrebbero esprimere e ciò che invece non avranno la possibilità o il permesso di esprimere mai.

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