La tua serenità

Lui ti guarda. È nervoso, stenta a capire i tuoi discorsi. Ribatte colpo su colpo, ma non argomenta. Non spiega, non accetta di mettere a nudo la relazione. Forse è più preoccupato dei miei giudizi che dei suoi errori.

Io vi osservo e ti ascolto come se non sapessi fare altro della mia vita.
Ogni volta che i miei occhi incontrano i tuoi mi rendo conto che esiste un passaggio segreto che unisce il cuore con il mondo.

Tu continui a parlare.
A raccontare le tue verità.
Io non muovo un muscolo eppure ti sono sempre più vicino. I miei occhi stanchi si avvicinano indiscreti e accarezzano sconvenienti il tuo profilo. Esitano un istante sul tuo seno, poi esplorano il tuo corpo quando ti alzi e ti volti per preparare un caffè.

Un attimo di silenzio, poi torni per parlare ancora.
E io mi perdo tra le tue labbra, mentre risalgo con tutta la mia passione ogni parola. Cerco significati. Scalo ogni frase come farebbe un esperto esploratore alla ricerca dell’origine dei tuoi pensieri.
I tuoi discorsi sono un connubio perfetto di grinta e razionale emozione. Il tuo obiettivo è un’indole senza metafore.
Mostrare la realtà.

A un tratto cambio il destinatario del mio sguardo. Fisso lui e vorrei gridargli “perché”? Perché hai basato tutto sulla gratitudine? Perché non parli di condivisione, di complicità, di controllo, di perdono, di rinunce, di esclusività? Perché hai lasciato che il rapporto fosse o “Io”, o “Lei” e mai “Noi”?

È tardi. Ho le palpebre calate e un sonno assurdo, la luce che tinge tutto di bianco non aiuta e resisto alla contrazione dei muscoli facciali.
Tu mi guardi e fai una battuta.
Io vorrei lasciarmi morire dentro quello sguardo.

Lo sento che parla ancora a caso di “nucleo familiare” e percepisco chiaramente addosso tutto il peso del mondo.
Un bimbo?
Quale sarà il suo nome?
E chi proteggerà il suo cammino?
Qualcuno un giorno tenderà la sua mano per condurlo in questa realtà? 

Poi è un cane ad accorgersi che forse sto pensando ad altro. Mi salta sulla gamba grattandomi il maglione e immediatamente il sonno sparisce.
Mi guarda con tono severo senza scodinzolare: “non farlo più capito? non ti devi distrarre mentre ti parla!”
Io chiedo scusa con lo sguardo e le annuisco con gli occhi.
La continuo a fissare mentre le tue parole soffiano via come un vento tiepido che mi penetra fin dentro le ossa.

Improvvisamente la tua bocca accenna un sorriso che rigenera le mie cellule celebrali.
Poi più nulla.
Nessuno parla.
Nell’aria c’è silenzio. Nel cuore c’è silenzio.
Nelle coscienze c’è silenzio.
Ma è un silenzio tutto da ascoltare.
Nei rumorosi dettagli di quel silenzio colgo parole che risorgono in una forma nuova, più delicata.
Ora i tuoi occhi somigliano a foglie bagnate dalla rugiada.

Noto ansia, stress e qualche nota di squilibrio nelle motivazioni di lui. Quando spiega ha paura di eccedere, ma si controlla. Lo fa una volta, poi un’altra ancora.
Intanto io mi specchio nei suoi modi e mi accorgo di rivedere i miei limiti del passato. Tutti siamo in grado di fare cose stupide. Tutti commettiamo errori. La differenza sta solo nelle motivazioni.

Devo dirtelo.
Non voglio avere segreti con te.
Tante volte ho sbagliato senza pensare, nessuno però ha mai cercato di comprendere, nessuno sforzo da parte delle persone che mi circondavano. Solo giudizi.
Tu invece mi ascolti. Mi dici: “Non è grave. Non volevi farlo.
Forse non è successo nulla.
È tutto ok con me.”

Io ti osservo come se non avessi mai visto nulla di più bello.
Un tramonto luminoso.
Un’alba colorata.
L’arcobaleno dopo un temporale.
Un gatto blu che fa le fusa.
Un sorso d’acqua fresca dopo una lunga corsa.
Il primo sorriso dopo un grande spavento.
L’urlo che precede la gioia di un rigore segnato, in una finale di Champions League. 

Succede che quando chiudo gli occhi sei ovunque intorno a me e io mi senta protetto.
Non ho mai avuto la presunzione di sapere cosa sia l’amore, ma sono certo che prevale su tutto.
Ti fa prendere decisioni che non avresti mai preso in condizioni normali. Dire si, quando sarebbe no. E non conta il perché, accade e basta e non lo posso spiegare io. In fondo non ne sento nemmeno l’esigenza.
Mi basta viverlo intensamente e sapere che sei serena, perché oggi è questo che mi rende felice. La tua serenità.

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