Riflessioni all’alba di un nuovo anno

Anche il poker è la mia vita. Una vita in cui ho iniziato a fare tante cose, forse troppe, molte portandole addirittura a termine. O forse così mi illudo di aver fatto. Ma il punto oggi è: “potevo farle meglio?” Ogni giorno è stata una corsa forsennata. Ogni giorno ho inseguito idee, desideri, obiettivi e fatto di tutto puntando al meglio, ma senza eccellere mai in nulla. Questo è il rischio che si corre in questa nostra società. Viviamo il tempo delle globalizzazioni, dei grandi sogni, della libertà, dell’istintività e ci sentiamo motivati a percorrere innumerevoli strade ed a provare una molteplicità di esperienze. Questo, se da un lato ci arricchisce, dall’altro ci espone al rischio di raddoppiare gli sforzi perdendo di vista il singolo obiettivo, senza mai riuscire ad arrivare fino in fondo a nulla. Sono, o permettetemi di dire siamo, persone spietatamente imperfette, fatte a metà.

La sensazione che ho è quella di una carenza di disciplina di intenti che ci imponga di marciare in modo convinto verso una metà ben precisa. Soprattutto ci manca, o almeno credo mi siano spesso mancate, la pazienza e la costanza per portare a compimento fino in fondo, fino alla vera eccellenza, le cose che ho provato a fare.

Si sono arrivato, ma potevo sfondare, potevo fare e dare davvero di più.

Questi, stamattina, sono i pensieri di un uomo giovane di anni e vecchio di minuti che inonda il suo blog di frasi fatte e concetti poco tecnici.

Un uomo che pensa ogni giorno alla sua bambina, agli obiettivi mancati ed a quelli raggiunti, ed al sapore che avrebbe raggiungerne di nuovi. Un uomo che vorrebbe sfondare per poi fermarsi e condividerne l’esperienza con chi gli vuole davvero bene.

Ma per vivere in un mondo così frenetico e dispersivo, che espone a infiniti stimoli e sollecitazioni, ogni tanto bisogna anche fermarsi, riflettere, scegliere e discernere tra quali siano i reali obiettivi e snodi importanti della nostra vita.

Magari attardandosi ad ascoltare il proprio cuore quel minuto in più e scartando tutto quel rumore di fondo che confonde la mente. Investiamo su noi stessi e facciamolo scavando in profondità, riscoprendo tutte quelle cose che realmente definiscono le nostre capacità nel significato più intimo della parola.

Bei pensieri vero? Da persona abituata a vivere in montagna potrei sentirmi dire di aver riscoperto l’acqua calda. Ma, in questi anni, anche attraverso un social network, ho incontrato, conosciuto, ascoltato tanta gente e queste considerazioni le sto facendo oggi non tanto come una riflessione religiosa o culturale, ma come un pensiero parassita da sputare fuori che avevo parcheggiato nello stomaco da mesi.

Conosco bene le mie peculiarità, potevo e posso ancora usarle al meglio. Questo mi sento di affermarlo con certezza.

Ma cosa potrei fare nel tempo che ho ancora a mia disposizione per essere in un qualche modo di aiuto a quelle persone che mi leggono, che non hanno ancora vissuto esperienze come le mie, ma che si accingono a percorrere la stessa strada?

Forse scrivere queste cose e condividerle è già un passo utile. Il primo. Quantomeno, mi piace poter credere nell’illusione che sia veramente così.

Chiudo augurando l’inizio di un nuovo anno pieno di emozioni a tutti voi.

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