Consigli imperfetti


Nel texas hold’em si tralascia sempre di cercare quel significato che vada al di là della semplice scelta squisitamente tecnica. Soprattutto in un torneo mtt live esistono giocate in grado di esprimere anche la personalità del giocatore, reazioni tali e ricorrenti da evidenziare anche i tratti più latenti tanto di un dilettante, quanto di un professionista. A volte sono proprio questi tratti a rappresentare quel punto debole del quale bisogna approfittare.

Nonostante non ci sia contatto diretto con l’avversario, il modo di prendere le proprie chips e di metterle al centro del tavolo, il modo di guardare e riguardare le prorpie carte, il tono della voce o la qualità di ciò che si pronuncia sono un mezzo per sublimare o accentuare l’aggressività e la conflittualità che ognuno di noi mette nelle proprie azioni. Tutto questo può essere interpretato.

Ci sono alcuni giocatori in grado di fare della loro qualità interpretativa un arma in più. Giocatori disciplinati, diligenti. Capaci di sedersi al tavolo e rimanerci per ore senza perdere un dettaglio di ciò che gli sta succedendo intorno.

Quando si siedono ad un tavolo da poker lo fanno sempre con discrezione, senza manifestare nulla che possa in qualche modo svelare le proprie intenzioni. Questa tipologia di giocatori è sempre in grado di capire la qualità delle giocate di chi ha di fronte e se chi è di fronte non prende qualche piccolo accorgimento può offrire informazioni ben più importanti delle carte stesse.

Non tutti sono però in grado di comportarsi come un predatore di emozioni, una sorta di condor perennemente pronto a violare la psicologia dei propri avversari e ad afferarne le debolezze. Non tutti possono attaccare, ma tutti possiamo in qualche modo, difenderci.

E’ sempre importante essere equilibrati e non dare a nessun avversario le chiavi per aprire un varco nella nostra personalità. E’ bene evitare reazioni improvvise davanti alla lettura delle proprie carte o dopo aver visto cadere un flop troppo fortunato o eccessivamente sfavorevole. E’ opportuno fare sempre tutto con calma, sistemare le chips alla stessa maniera, seguire uno schema e non variarlo mai. Durante una mano importante è bene tenere la sedia sempre alla giusta distanza dal tavolo, fare attenzione a non variare mai la posizione del corpo. Avvicinarsi al tavolo o abbandonarsi con il busto sulla spalliera della sedia sono segnali chiari di debolezza e forza.

Avete visto Cheong con quale lentezza agisce al tavolo? Eppure è in grado di capire tutto in fretta. Lui è in grado di percepire movimenti apparentemente insignificanti, che sottovalutati si trasformano in tells fatali per l’esito della mano.

La nostra personalità e le nostre abitudini influenzeranno sempre il nostro stile di gioco ed il modo di approcciare il gioco stesso.

“Io credevo che…” “Io pensavo che…” “Ero sicuro del fatto che…” erano, come diceva il principe Antonio De Curtis, tre pazzi che giravano per il mondo, tre affermazioni che possono fare parte solo del bagaglio di un giocatore perdente che non ha fatto attenzione al dettaglio.

Chiudo con un consiglio imperfetto per coloro che amano giocare i tornei live. Tenete d’occhio quei giocatori al vostro tavolo a cui piace collezionare pile di basso valore. Un giocatore a cui piace collezionare chips da 1000, trovandosi a giocare una mano marginale o quando non è completamente sicuro di vincere il piatto, punterà probabilmente con facilità due chips da 10.000, rispetto che spingere una pila da 20.000. Fateci “caso” e non lasciate mai niente al “caso”.

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