Cosa farò da grande

Gli anni passano ed ho smesso da tempo di domandarmi cosa farò da grande.
Ma non è stato sempre così.
Un tempo mi piaceva studiare la gente ed adoravo farmi capire dalle persone, solo che ad un certo punto della mia vita ho incautamente bevuto dal bicchiere sbagliato e certi errori li paghi perdendo tutto.
E per chi è abituato ad avere tutto è davvero dura ripartire da zero.
Ogni sapore si trasforma in retrogusto di rassegnazione passiva ed ogni sensazione è una quotidiana alternanza di stati d’animo contrastanti.
E’ un momento in cui tutti, ma proprio tutti, sembrano più veloci di te!
Cavallo da corsa o no poco importa. Sei dietro comunque!
Prima arrivano sempre gli altri.
Ti precedono con la parola giusta.
Ti precedono con idee appropriate, con le battute migliori, con pensieri corretti.
Sei dietro per tempismo e velocità di esecuzione.
C’è stato un giorno in cui un senso devastante paranoia si è sostituito alla mia voglia di rivincita.
Ed attenzione non parlo di noia, ma di qualcosa di più spietatamente sottile, “la paranoia”, il male più bastardo di questo secolo.
Ciascuno ha un suo modo di reagire alla paranoia, chi abbraccia una nuova religione, chi apre una attività in franchising, chi annega il quotidiano in improbabili cocktails, chi segue compulsivamente la sua squadra di calcio anche in trasferta, chi insegue di notte fatiscenti prostitute e chi si fa riprendere abbracciato a travestiti mentre a casa i bimbi dormono e le mogli guardano demenziali programmi alla tv.
Io mi sono affidato al buonsenso.
L’intelligenza c’è e c’è sempre stata, ma ad un certo punto era come assopita, assurdamente bloccata da problematiche inerenti a situazioni dove nessuno poteva intromettersi, se non me stesso.
Non sei né psicologo, né onnipotente, devi ritrovarti e devi farlo presto per non correre il rischio di rimanere ai margini di una società già marginale di suo.
così un giorno mi sono chiesto: “Ma io… Che cosa volevo fare da bambino?
Volevo non perdermi, volevo solo sognare, e per ripartire da zero ho continuato a farlo maturando la spietata consapevolezza che la razionalità sarà pure un indispensabile strumento umano, ma senza sogni non si arriva da nessuna parte.

Un pensiero mattutino dedicato al migliore amico che si possa avere ed alle poche persone che allora mi furono vicine, a prescindere!

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Una Risposta to “Cosa farò da grande”

  1. G. Says:

    Che ti devo dire..penso che il momento in cui ci accorgiamo che non possiamo più pensare a “cosa saremo” perchè qualcosa “lo siamo già” sia uno dei più traumatici.

    Non è facile sopravvivere alla caduta delle illusioni. E farlo indenni è praticamente impossibile.

    "Mi piace"

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