Ovunque e sempre

E quindi? Quindi niente. Tu di che non sei deluso anche se dentro lo sei. Prova a cantare a squarciagola sotto la doccia, anche se non conosci le parole. Biascicale. Fai versi. Difendi l’indifendibile. Sostieni l’insostenibile. Cambia punto di vista.

Cambia anche parere, se pensi sia giusto. Fai ciò che devi, perché la storia prenda sempre la giusta direzione. Ma non calpestare per forza gli altri.

Credi all’incredibile. Confida nell’imponderabile. Inventa. Incanta. Fregatene di quello che non sei. Ma ricorda quello che hai amato con tutto il cuore. Sempre. Anche se poi lo hai rinnegato.

Vabbè e quindi? Quindi niente. Ho scelto l’estenuante fatica del “tentare di andare bene e piacere sempre a tutti”. Ma il perché lo ignoro.

Ho scelto di vivere senza una religione, senza sentirmi per questo perso. Ho scelto di avere convinzioni, senza farne di ognuna una bandiera. Ho scelto di parlare senza farlo diventare per forza un “me” contro “te”. Ho scelto di arrabbiarmi quando ci tengo.

Ho scelto di esorcizzare la profonda e ingannevole religiosità dei nostri tempi. La spietata deferenza alle apparenze. Il classismo. Le palestre. L’essere conforme al “social pensiero”. Rigidità. Intolleranza. Schemi e credo assoluti, degni di una nuova santa inquisizione.

“Sindrome di accerchiamento”, l’avrebbe chiamata Jep. Solitudine. Quella tipica del passerotto caduto fuori dal nido. Perduto. Destinato a essere predato, schiacciato o smembrato dalle formiche.

Stamattina sorrido alle mie paure più oscure. Uso il sarcasmo e mi attacco alla mia più devastante logicità. Non temo di morire. Non l’ho mai temuto. E nemmeno di scomparire, o di essere schiacciato e allontanato.

Vorrei solo essere compreso. Sentito nella pancia. Riconosciuto come concorrente legittimamente qualificato di questa maratona in salita. Quella che chiamiamo vita.

Dove non conta certo arrivare, o fare finta di essere primi, ma esserci. Magari aiutando chi non tiene il passo. Ma aspettandoti da lui lo stesso aiuto. Ovunque e sempre.

13 Risposte to “Ovunque e sempre”

  1. unallegropessimista Says:

    Io ho deciso ma tanto tanto tempo fa di essere me stesso, comunque me stesso, finché ti preoccupi dell’andare bene e piacere a tutti la strada mi sembra molto in salita.
    Abbiamo tutti delle zavorre che ci portiamo dietro prima si mollano e meglio è.

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  2. lilasmile Says:

    Penso che tu stia procedendo in modo naturale e quindi, come diceva qualcuno…”non ti curar di lor ma guarda e passa”. Se senti di agire bene fallo e basta, senza troppi intrappamenti mentali. Neanche io ho paura della morte o di quello che accadrà, sta nel ciclo delle cose. Cogliamo l’attimo, per quanto possibile.

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  3. lilasmile Says:

    In quanto a lettori vedo che sei in ottima compagnia, vedo qui la mitica Poetella, Ale Marcotti, Allegro pessimista e Roberto Nicolini, volti comuni e storie di vita.

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  4. lilasmile Says:

    Fatto, ti sto seguendo. 😀

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  5. Giuliana Says:

    Un bel post ricco di saggezza e maturità, sembra che tu abbia combattuto diverse battaglie e che tu le abbia vinte anche quando hai perso. Uno stile di vita difficile ma non impossibile da portare avanti, riuscirai sempre?

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