Eri incanto

Di tutte le parole ho scelto questa. Incanto. Decine di ricordi riflessi in un pensiero indimenticato. Un colpo di tosse. Un calzino spaiato. Dieci palloncini gialli. L’istante che precede ogni parola sussurrata.

Era incanto accarezzare coi polpastrelli un menù stellato, immaginando cosa avresti ordinato. Oppure inventare un dono. Ricavarne una sorpresa, un abbraccio, un rifugio, o un anfratto nascosto nei tuoi occhi. Riuscivi a dare un senso altissimo e introvabile ad ogni attimo trascorso in silenzio.

Si, eri tu. Eri tu. Sei tu.

Che camminavi in un tacco altissimo come si cammina in una scarpa slacciata. Che non portavi con te nuvole grigie, ne tantomeno un cielo sereno.

Ed erano uniche quelle mille scomodità. Quelle dei vagoni contaminati di un treno regionale. Le docce. I gusci. O il sonno in un’auto parcheggiata a caso. Sotto casa o lontano da casa.

Erano incanto la tua schiena. I tuoi capelli raccolti in fretta. La colazione pronta. Le gocce di cioccolata. Il plum cake alla vaniglia. Le notti lunghissime e mai perfette.

Eri incanto tu e il tempo che non voleva mai scrollarsi di dosso quei momenti.

Un incanto che cominciava da dentro. Dalle profondità di un sogno attraverso l’universo, che pulsava al ritmo del battito del tuo cuore.

Un incanto come nessuno, fino ad allora, era stato mai.

Una Risposta to “Eri incanto”

  1. Moon Says:

    Davvero molto bello

    Piace a 1 persona

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