L’eleganza di un no

Stanotte non la smetteva di piovere. Il risultato è che stamattina le strade di Bergamo somigliano a un’arancia spremuta. Salgo in treno. Devo restarci un’ora e scendere a Milano Centrale. Lì mi attende il solito frecciarossa per Roma. Un amico.

Il vagone è popolato di gente a caso, ma ci sono parecchi spazi vuoti. Mi siedo. Apro il mio libro. Ne avrò almeno per un’ora, che meraviglia.

“Sai che penso? Tu sei troppo buona, Fede.” Alzo gli occhi e la Fede è seduta di fianco a me un metro più in là.

È un faccino pulito che spunta da un bavero alzato e cinto da un foulard grigio perla. Un ciuffo rosso le scende sugli occhi. Insomma, solo un faccino pulito. Il suo fidanzato credo si stia approfittando della generosa peculiarità del suo carattere.

Però non ho capito in che senso e i suoi compagni di viaggio sono avidi di dettagli. Ma la sua amica, la bionda spilungona che mastica un vivident a bocca aperta, non sembra avere dubbi.

“Tu devi fare come faccio io, devi essere spietata. Una dannata stronza, non dico proprio del tutto egoista, ma almeno ecco, più stronza.”

Avrà circa sedici anni e stamattina Jacques Lacan le spiccerebbe per bene casa.

Le due poi scenderanno a Lambrate e da quel momento non saprò più nulla di loro. Sono dispiaciuto, lo ammetto. Chi non avrebbe voluto sapere di più sulla storia di Fede? Quale fosse il suo problema e di cosa si sta approfittando in modo così strumentale il suo ragazzo?

Chi non avrebbe voluto capire come fa la bionda spilungona a essere più stronza di Fede? E “non parlo di egoismo, ma di essere più stronza”. Sorrido.

Ecco come girano le cose oggigiorno e non smetto mai di sorprendermi. Stamattina per esempio ho scoperto che il mondo va male, perché siamo tutti troppo generosi. E mentre gli altri intorno a noi sono tutti più cattivi, noi non siamo stronzi abbastanza.

Così non va. Bisogna cambiare. Impegnarsi tutti a peggiorare un po’ se vogliamo che questo emisfero torni a essere felice.

Noi. I nostri amici. Le persone che amiamo. Siamo sempre, troppo, di un qualcosa di buono in più. Invece, che ne so, se decidessimo una volta per tutte a rinunciare ai gesti amichevoli? A tagliare la strada alle rotonde? A passare col rosso e a insultare chi ci dice qualcosa.

Se smettessimo di chiedere scusa. Se la finissimo di essere così stupidamente buoni. Se saltassimo le file alle poste. E se scendessimo una volta ogni tanto dalla nostra auto roteando il crick?

E tutte quelle inutili discussioni tra moglie e marito? Quelle che sentiamo filtrare dalle pareti. E se in modo molto più estetico mollassimo uno di quei manrovesci che ci dava nonno invece che parlare, discutere e chiarirsi?

Troppo buoni.

Le due ragazze mi hanno lasciato pensare alla tipologia di pensiero irreversibile di cui soffriamo oggi. Da una parte abbiamo una visione del sociale e del mondo dove predichiamo il buono, dall’altra una versione tutta nostra, privata, soggettiva. Dove essere più stronzi è la soluzione.

Da una parte il bene comune, dall’altra la saggezza dell’esperienza diretta che ci suggerisce cosa fare per risolverla al meglio.

Il punto è che queste due versioni non mi sembrano granché raccordate fra loro. Diciamo che tutto il mondo dovrebbe fare X ma noi sosteniamo, anche argomentando, che nel nostro privato è invece necessario fare Y.

Troppi stronzi in giro? Allora serve diventare più stronzi. Sociologia della spilungona bionda. Personaggi e realtà. Mente e ambiente. Singolarità e comunità. Federica e l’universo della sua improponibile amica.

Forse basterebbe saperli riconoscere ed evitarli gli “stronzi”. Senza necessariamente combatterli. Senza abbassarsi per forza a essere peggiori. Le persone sono quello che noi permettiamo loro di essere. Ma l’eleganza di un no va ben oltre le regole dell’attrazione e un sorriso disinnesca cattive intenzioni, più di ogni altra tecnica nota.

2 Risposte to “L’eleganza di un no”

  1. Egle Spano' Says:

    Bellissima riflessione. Ho sempre sostenuto che per combattere l’egoismo e la violenza si debba proporre un ‘idea diversa , una visione diversa, e per proporla devi averla dentro . E pochi sanno l’energia che occorre per proteggerla . E dire no , senza discutere , a chi non vede come te.

    Piace a 3 people

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