Indelebile intorno alla bocca

A volte mi guardo dentro con un certo strabismo di pensieri. Succede così che il silenzio finisce per riprendere il suo posto al centro del villaggio.

Succede che il silenzio diventi me, le mie facce, la mia mente, i miei modi e mi sembra di pescare idee come da una di quelle macchine in cui infili due euro per guidare una mano meccanica a raccogliere un premio a caso.

Un telefono. Una palla. Una scatola di caramelle. Un polipo di stoffa. Stringendo troppo forte qualcosa mi ricade sempre nel mucchio. 

Ma se provo a riprenderla dolcemente, poi mi sfugge lo stesso. Sempre nel mucchio. Giù in basso. Giusto un attimo prima che riesca a farla davvero mia.
Così passa il tempo. Inarrestabile come quelle barchette di carta che seguono il corso del fiume con l’illusoria convinzione di tracciare la rotta. 

Assecondo il giorno e mi affaccio alla finestra. Poi mi soffermo sugli scaffali della libreria e mi vengono in mente titoli di libri surreali. L’uomo senza solitudine. Alla ricerca del tempo mai avuto. Cento colpi di spazzola in faccia. Cinquanta sfumature di Ciccio. Alla fine incontro anche un titolo di Fabio Volo, storco il naso e non sorrido più.

Oggi la mia testa è una foto in bianco e nero. Mi piace pensare alla gente che cammina in strada. Pensieri che vanno e vengono. Mi piace immaginare che qualcuno esca e che altri invece stiano tornando a casa.

La cosa migliore che può capitare a un uomo che si sveglia da solo in un appartamento nel centro di Roma, è un post-it sul frigorifero con su scritto “Buongiorno amore. Stai tranquillo. Sono scesa a prendere la colazione. Presto torno a riportarti il sorriso. Tu però ricorda di svuotare la lavatrice.”

Lo so. È un post diverso dal solito. Ma oggi volevo soltanto condividere i miei stati d’animo da luna park. Fare un giro di montagne russe. Un salto sulla ruota panoramica, 4 passi nella casa degli orrori e vincere un pesce rosso.

Tutto quello che è indefinibile io lo chiamo amore e oggi sa di zucchero filato. Quel sapore che ti rimane attaccato alle labbra, troppo appiccicoso sulle mani e quasi indelebile intorno alla bocca.

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