Certe notti i ricordi si perdono come la Nutella, quando ti sfugge via da un cornetto appena addentato.
Certe notti non servono piani di fuga perfetti per evadere. Si scappa e basta.
Certe notti non esistono stelle e la terra torna a essere piatta come una mappa. Un posto dove si può soltanto cadere oltre i bordi per non guardare il mondo. Eppure basterebbe un parapetto.
Certe notti i cellulari chiamano da soli. A volte numeri che non ti sogneresti mai di digitare e che comunque non rispondono.
Certe notti, se non chiudessi gli occhi, sarebbe sempre oggi.
Certe notti neanche le gemelle di Shining si fermerebbero a bere un gin tonic con me.
Certe notti il bambino dentro si rifiuta di stare seduto sul sedile posteriore. Vorrebbe guidare. E io alla fine, lo lascio fare.
Certe notti se le parole fossero porte, i silenzi sarebbero serrature a doppia mandata.
Prendo un libro di Foster Wallace. La ragazza dai capelli strani. Leggo venti pagine e mi accorgo di aver sbagliato tutto. Così torno indietro di 5 pagine. Sospiro. Giro pagina. Sorrido. Poi stupore. Incomprensione.
Mi comporto come se quello che ho in mano fosse un luogo da raggiungere. Rileggo pagine. Traccio rotte.
Certe notti ho gli occhi talmente annuvolati che alla fine ci piove dentro. E ascolto le parole che non ho ancora pronunciato gridare impaurite:”Ti prego. Ti scongiuro. Adesso tiraci fuori di qui.”


10 settembre 2017 alle 10:35 PM |
Bello, forte, molto forte
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17 settembre 2017 alle 7:56 PM |
Il tuo è il grido del bambino o dell’adulto? Mi piace leggerti.
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17 settembre 2017 alle 8:07 PM |
In fondo sono la stessa persona
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17 settembre 2017 alle 8:10 PM
Beh…sì. Magari con obiettivi, punti di vista e paure diverse
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17 settembre 2017 alle 8:17 PM
Discorso complesso
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17 settembre 2017 alle 8:18 PM
Hai ragione, va bene, quando ti andrà me ne parlerai. Buona serata.
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