Vince sempre lui

La mia pausa caffè di solito è solitaria, ma non triste. Oggi gioco un po’ con la bustina dello zucchero. Poi la ripongo nel contenitore ancora sana e osservo la sala alle mie spalle.

C’è una coppia anziana nella hall. Sono seduti sotto la tv, ai due lati di un tavolino. Davanti a un toast diviso a metà e a due bicchieri di birra chiara ancora intoccati.

Al loro fianco c’è un giovanotto. Camicia bianca e pantalone scuro. Alto, magro, biondo. Un sorriso appena accennato. Un bel ragazzo.

I due anziani lo guardano come si osserva un dono. Forse è il figlio. Anzi lo è sicuramente. Sarebbe facile verificarlo dal computer, ma sono più bravo a sorprendere le mie considerazioni alle spalle. 

L’anziano ha una cortina di capelli bianchi e una pelata che riflette il neon della hall. La moglie invece è un po’ rotonda e mi fa venire in mente quello che mi raccontava mia nonna a tavola, da ragazzino: “Gianluca non ci crederai, ma gli uomini col tempo ingrassano a mela e le donne a pera.”

Bè, devo dire che forse la signora incarna tutto il reparto frutteria. E anche parte della macelleria. Ma è squisitamente sorridente. È solare. Discute con il marito e sembra fare di tutto per intrattenere quel giovane un minuto in più con argomenti a caso.

Sono belli insieme. 

Gli occhi della donna ora sbattono veloci. Elemosinano ancora una frase. Uno spicchio di espressione da portare via. Un minuto da sottrarre a tutta una esistenza. 

C’è una sottile differenza tra il sorriso di un giovane e quello di un anziano. Il sorriso dei ragazzi è un qualcosa che regala. Il sorriso di una persona avanti con l’età invece è qualcosa che chiede. 

Li osservo ancora qualche istante. Poi arriva un inevitabile congedo. 

Il giovane tende loro la mano. La stretta sembra forte e veloce. Li vedo sorridere. Quasi desiderare un altro istante. E alla fine li guardo spegnersi senza nemmeno provare a fare finta di rimanere accesi. Lui decide di svuotare il bicchiere. Lei non lo guarda nemmeno.

Immediatamente ho pensato ai miei genitori. Ai messaggi che ogni tanto mi arrivano al cellulare e al mio modo di rispondere. Spesso ironico. Sempre alla ricerca di quel sorriso che possa generarne un altro da regalare.

Oggi mio padre ha risposto con una barzelletta lunghissima. Talmente lunga che ho sorriso prima di leggerla. 

E mi sono reso conto che alla fine vince sempre. Vince sempre lui.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: