Il posto che compete ai ricordi 

Chissà. Potrebbe succedere qui. Potrebbe succedere adesso.

Mentre un raggio di sole filtra incandescente e borioso tra le tende in salone. Mentre il caldo primaverile e il profumo dei ciliegi in fiore minacciano la logica dei miei ragionamenti. Mentre un uomo è pronto a soffiare sulle candeline tutta la serenità dei suoi primi 80 anni.

Stamattina archivio espressioni e leggo un libro di Vincenzo Cerami. Un racconto dal quale Monicelli estrasse un film con il grande Alberto Sordi. Una storia borghese piena di personaggi che somigliano a quelli che incontro in giro ogni giorno.

Ho scoperto che ci sono sempre più persone che hanno bisogno di credere in qualcosa. E non importa che si tratti di un sentimento, oppure di un complotto. Allora perché non credere che possa accadere davvero tutto quello in cui spero?

C’è il tè al bergamotto ancora caldo. Ci sono le fette biscottate con la marmellata alle visciole. E io non sono del tutto in ritardo per la realtà.

Ho fatto colazione. Ho giocato con Maggie. Col suo sederino bizzoso che si muove in contro tempo alla coda. Le ho dato un biscotto.

E adesso potrei scrivere una storia.

Strappare tutte le cuciture al passato e indossarlo come fosse una giacca alla moda.

Ma tu dovresti venire qui. Adesso.

Tra i miei complicati sospiri.

Tra le mie insondabili contraddizioni. Tra la testa e il cuore c’è uno spazio dove non ci si annoia mai.

È proprio quello il posto che compete ai bei ricordi.

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