“Se” e “cosa” resta davvero

Non tutti si fanno toccare dalla vita. Ma sono davvero in pochi quelli che riescono a evitarlo. È già passata la mezzanotte da diciotto minuti e Roma si è appena addormentata, eppure non so quanto riposi davvero. 

C’è silenzio, un silenzio che sembra solitudine. Troppi pensieri. Troppo vino rosso. Troppa realtà. La malinconia è un’ottima strategia per scrivere qualcosa. E scrivere è sempre meglio di niente. 

Per scrivere però dovrei trovare più tempo. Perché quando scrivo non bastano i minuti impiegati a trasportare le parole sul foglio elettronico. Serve anche il tempo intorno. Quello in mezzo. Il tempo per capire. Il tempo di rileggere.

Il tempo per farsene una ragione.

Io me la sono fatta e sono giunto alla conclusione che per scrivere il momento migliore è la notte. Il silenzio. Zero cose da fare intorno. Le spalle appoggiate alla testiera del letto. Le gambe incrociate. Un bicchiere di vino rosso oppure un Martini con tanto ghiaccio. Dipende dalla stagione. 

Scrivo. Rileggo a voce alta. E mi interrompo tra l’una e l’altra. Per ascoltare i silenzi. Per vedere alla fine “se” e “cosa” resta davvero. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: