Non sono cresciuto. È solo accaduto che un giorno tutti i miei giocattoli hanno cessato di comunicare con me. È stato quando i miei sogni hanno iniziato a parlare. A interagire. A pretendere ascolto.
Ora tante altre cose mi parlano, ma io ho una forma diversa. Ho un altro peso. Mi impegno più a fare il morto a galla che a correre a perdifiato. Ho un alibi di ferro. Ho altri abiti. Più colorati. Arlecchino per i giorni di sole e Pulcinella per le serate importanti.
Oggi tutto quello che non dura è solo uno scherzo col mantello. Ma almeno non mi annoio più. Penso “in fondo non me ne frega niente”. Sorrido e faccio scivolare frammenti di sogni sotto uno zerbino. Poi penso ancora e mi dico, “sbaglio bene, sbaglio da dio. E questo nessuno me lo potrà mai portare via. Nemmeno tu…”


Lascia un commento