Incuranti universi

La lucidità di pensiero è una prospettiva diversa che solo una sera di settembre può regalarti. Cammino. Mi fermo in piazza Mattei. Osservo la fontana del Bernini bisbigliando ricordi.

Rispetto il passato. Anche quello con cui decido di non aver più nulla a che fare. Basta andare veloce. La vita è una strada e quando incontri un rettilineo ti conviene approfittare. Accelerare il passo. Perché più sei rapido e più le incertezze si fanno da parte. 

Sorrido. Rientro in casa. Mi tolgo prima le scarpe e poi la soddisfazione di camminare scalzo. Scelgo un libro. A guardare gli scaffali sembra di stare ancora coi piedi per terra. Ma la mente è già decollata in un altrove dove le cose non finiscono.

A volte i libri sono come quando li avevo iniziati a leggere. Quello non è il caso. Questo lo leggerò. L’altro non lo posso toccare, è troppo bello. Poi ogni volta che lo apro mi parla e stavolta dovrei rispondere. Ma non ho voglia. 

Immagino una serata meravigliosa. Non c’è niente di più appagante dell’espressione di una donna che ti sussurra, “sono stata bene”. 

Mentre gli sguardi ti sfuggono da tutte le parti. Mentre altri universi continuano a orbitare incuranti del tuo mondo. Mentre fai finta di tutto, ma non riesci più a fare finta di niente.

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