Il lato oscuro della sera

Lei si guarda. Si cerca in un riflesso della finestra per esorcizzare le sue solitudini. Nessuno la osserva. Qualcuno però la osserva.
I capelli neri le scendono lungo le spalle. Disciplinatamente. Ha il fisico perfetto di una donna che non rinuncia a essere incantevole e che vuole diventarlo ancora di più. 

Le sue labbra sussurrano silenzi. E ha una luce negli occhi che potrebbe accendere la notte. Con la luce si misurano le distanze più grandi. La luce corre veloce. Attraversa il tempo e vive a contatto con la pelle. Adoro il suo essere distrattamente connessa con tutto quello che riesce a raggiungere.

Lei somiglia a una donna al bivio. Il problema è che davanti a un bivio ogni scelta appare lacerante. Meglio una rotonda. Le rotonde offrono più spunti. Non ci sono i semafori. Garantiscono il divertimento. E ci si può sempre aggrappare alla consolante possibilità di tornare indietro. 

Quando la immaginavo non credevo che l’avrei vista così. Si muoveva discreta nella penombra geometrica di un pomeriggio di estate. Poi si è adagiata sui cuscini in pelle. 

La velocità uccide la fame. C’è una bella differenza tra un buongustaio e un mangiatore compulsivo. E lei non vuole essere presa per come è, ma per come vorrebbe essere.
Con la stessa irrequieta serenità del suo respiro.
Scosse elettriche che si alternano a piccole apnee momentanee. Emozioni che durano il tempo della più fervida immaginazione.

Avevano detto che sarebbe venuto a piovere. Avevano detto che il tempo sarebbe peggiorato. Ma lei lo nasconde nel cuore quel temporale ed è tipico dei giorni di fine estate. 

Forse per questo il suo corpo ha iniziato a vibrare e le sue gambe si sono aperte e richiuse spesso. Prima accarezzate dalla brezza e poi sbattute da un vento freddo, come le ante delle persiane di un vecchio faro esposto alla tempesta.
Ogni orgasmo è un patto col diavolo e non ho mai pregato di ricevere l’assoluzione per ciò che faccio. Mi basta stare bene. 

L’ingenuità inaspettata con cui poi ha risposto al mio sguardo, mi ha reso stuzzicante l’idea di giocare di nuovo. La seduzione è un’arte che richiede una quantità considerevole di picchi ironici e maliziosi. Una deliziosa tecnica del tormento.

Lei si è chinata con le mani sul lavandino del bagno e io ho accettato il compromesso. Mentre le cose si consumavano. Mentre le stesse pagine si riscrivevano. Mentre i sospiri e gli sguardi fluttuavano altalenanti nell’aria prima di depositarsi leggeri sul pavimento. 
Poi il suo respiro si è fatto più regolare, dimenticando le accelerazioni impresse dalle voglie improvvise. 

Ora le finestre sono piene di Roma. L’aria che si respira è Roma. Forse il vicino ha deciso di accendere una sigaretta. La luce dei lampioni di questa città meravigliosa entra sodica nella stanza e illumina il divano. 

Dietro il lato oscuro della sera c’è nascosta la mia ombra. La mia storia. La mia vita. È il lato oscuro di un uomo imperfetto che non tutti riescono a vedere.

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