Prima di scrivere 

Impossibile ingannare il tempo. Molto più semplice è prendersi una pausa da se stessi. Quando diventa difficile tenere il ritmo. Quando quello di cui si sente davvero il bisogno è camminare parallelamente al tempo. Restare un po’ ai margini di ogni confine. Di ogni ruolo. Di ogni dovere. Senza inciampare. Senza pensare. Trascinati quasi dal profumo di un “altrove” migliore che sa di posto meraviglioso.
Ogni sentimento ha le sue traiettorie. Alcuni credono si tratti di fisica. Altri di chimica. Altri ancora di filosofia. A me in realtà sembra tutta balistica. In fondo la storia che desidereresti vivere non è mai quella che stai vivendo. Però vai avanti lo stesso. Accetti sentenze. Giudizi. E a volte raggiungi anche obiettivi ambiziosi. 

Si vive comunque all’interno di un universo fatto di presenze, di responsabilità, di malintesi, di scelte. E perché no, di sbagli. A volte figli di ragioni fraintese. Ma sul bisogno di fare determinate scelte siamo tutti d’accordo. Perché comunque il tempo passa e non da controprove. Le illusioni rimangono illusioni. Le differenze restano differenze. Le solitudini si sostituiscono a nuove solitudini. E la vita che è andata rimane vita che non torna più. 

Malinconico ? Forse. 

Chi usa le parole troppo spesso, vuol dire che ne ha più bisogno degli altri. Io mi ci perdo nelle parole. Mi ci racconto. E se chiudo gli occhi la mente ancora indugia. Ricorda. Accarezza il segno profondo lasciato dal giudizio delle persone. Ma anche il bisogno della presenza costante di chi quel giudizio l’ha espresso. E viceversa.

Che bel vocabolo “viceversa”. Credo derivi dal latino. Vice, vabbè intanto versa.

Chissà perché non riusciamo a parlare delle nostre battaglie più intime e severe senza sembrare simpatici, ma troppo malinconici. Chissà perché quello che ci lascia svegli la notte spesso il giorno non ci fa affatto paura. 

Chissà perché la mia mente quando non si esprime riflette in romanesco azzardato. Forse anche la coscienza ha un suo dialetto. Io mi ci faccio sempre qualche risata prima di scrivere. Prima di tradurre i pensieri in parole, simulando di saperlo fare.

  

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