Il settimo giorno

Forse il settimo giorno Dio creò il carciofo alla Romana, il Brunello di Montalcino e un divano. Per questo poi ha dimenticato di creare tutto il resto. Apro gli occhi. Adesso posso esistere. Ho trascorso una notte a confondere l’utile col necessario. La serenità con la rassegnazione. La speranza con l’illusione. In fondo il sonno non è altro che una dimensione diversa. Necessaria. Nessuna parola. Niente numeri. Solo un universo fatto di immagini sbiadite che scorrono. Mentre fuori la realtà muore. Stamattina gioco con le dita a rincorrere pensieri, eppure quello che vorrei dire non riesco ancora a scriverlo. Raccontarmi esorcizza la solitudine. Si va bene, però ci vorrebbe un altro caffè. La mattina ho poco da dire e parecchio da descrivere. Non mi piace abitare nei ricordi degli altri. Preferisco rimanere in silenzio. Aspettare qualcosa. E non so neanche cosa, ma non fa niente. Aspetto lo stesso. In fondo non c’è molta differenza tra convincersi che qualcosa stia per accadere, e assistere a qualcosa che sta finalmente accadendo.

  

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