Singole molecole di romanticismo

Giornata strana. Troppo silenzio per un lunedì mattina. Bevo un caffè e mi sembra di bere dalla tazzina dell’altro ieri. Stamattina ho scritto da qualche parte che ho voglia di fare l’amore. Idee gonfie, dense. E non so quanto cose del mattino o residui di desideri di una notte passata. Esiste uno spessore di pensieri con cui devo sempre venire a patti. Alcuni poco realizzabili. Altri nemmeno particolarmente intelligenti. Ma ce ne sono anche di veri. E sono sicuramente quelli più difficili da scrivere. Eppure ci voglio provare. Ora, proprio adesso. Anche se è presto. Anche se sembra banale e riduttivo desiderare qualcosa di così umano a quest’ora del mattino. Che poi scrivere non mi è mai venuto difficile. Forse perchè tengo i concetti in disordine insieme ai desideri. Certo. Ma ci sono sempre tutti. Anche se dovessi farlo a caso qualcosa resta. Intanto penso. Intanto ricordo e bevo il mio secondo caffè. Il sole mi accarezza la faccia. I gabbiani mi suggeriscono direzioni da prendere. Io restituisco sguardi con gli occhi a fessura e un’invidiabile smorfia sul viso. Volevo iniziare la giornata facendo l’amore, ma non ne sono più così sicuro. Forse volevo chiudere quella di ieri.  In verità non ricordo nemmeno cosa ho fatto stanotte. Ho visto un film. Ho mangiato un piatto di spaghetti aio e oio. Poi una fetta di anguria. Ma non ho letto nulla. Non ho ascoltato musica. E nemmeno usato il cellulare. Ho camminato, credo. Poi mi hanno chiamato, ma non ho risposto. Non ricordo a chi. Sono tornato a casa e ho incastrato cose nei cassetti. Ho giocato col puzzle. Poi mi sono sdraiato sul divano in terrazza e ho trascorso qualche minuto cercando di fotografare una luna bugiarda. Quel tipo di luna che a occhio nudo sembra bellissima, ma poi sulle immagini ti appare come un lampione sfocato. Una truffa che spazza via ogni singola molecola di romanticismo. Le realtà che vediamo forse non hanno molto in comune con le realtà che memorizziamo. Guardi una tipa con gli occhiali scuri. Reggicalze e scarpe tacco quattordici. Si piega a raccogliere un fazzoletto. Ma memorizzi qualcosa di molto più simile a una colazione in Piazza di Spagna con Vivien Leigh. E poi? E poi basta. Magari questa mattina non è stato altro che un tentativo forte di comunicare. Magari è fallito. Magari me ne farò una ragione. E magari troverò quella singola molecola di romanticismo che cerco, soltanto nella puneggiatura.

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