Tempo e basta

La prima sveglia è un pensiero. La seconda un ronzio. La terza sveglia non la ricordo nemmeno. Bussano alla porta. Finalmente arriva qualcuno con il caffè. Sono viziato, lo ammetto. Bevo caffè caldo a domicilio, con molto zucchero e gli occhi a fessura. Accendo il cellulare. Mischio sapori. Nutella. Fette biscottate. Succo di mirtilli. Ingoio macedonia come tachipirina in compresse.
La notte è durata un attimo. I postumi analcolici di un mercoledì veloce e silenzioso. Un giorno come gli altri che non si lascia descrivere, scorgere e toccare. Scorro messaggi. Immagino volti. Sorrido. Finisce sempre in nostalgia. Troppe nuvole. Fuori è quasi ora che piova. In fondo la mattina è meglio svegliarsi presto che andare a dormire tardi. Tardare è come arrendersi. E arrendersi e peggio che perdere. Anche se si tratta soltanto di tempo. Tempo e basta.

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