Stelle cadenti

A volte per sognare bisogna solo alzare gli occhi. Senza chiuderli. Io non mi fido delle unità di misura. Misuro il cielo in fatti inattesi. Eventi casuali che cambiano tutto. Pensieri che lasciano una scia luminosa. Attimi che fanno serrare le palpebre, esprimere desideri e sperare che le cose accadano. Anche se poi non succede mai nulla. Stanotte guardo i gabbiani seguire la rotta delle stelle. Per ogni pensiero folle che cade, ce n’è un altro che non si rassegna e insiste a cercarti. Il tempo intanto addomestica lancette e archivia momenti. Fatti che davo per scontati e che forse non torneranno mai più. Un giorno i brutti ricordi attraverseranno il Tevere, mangeranno un gelato e verranno a bussare alla mia porta. Saluteranno educatamente, poi mi presenteranno il conto. Fa caldo stanotte. Ho voglia di arsenico, puzzole e vecchi merletti. Ho voglia di facce da biscotto, di prati stellati, di cose che accadono. Ho voglia di guardarti negli occhi e passeggiare tra i vicoli di Roma. Mentre i minuti scorrono. Mentre il cielo si addormenta. Mentre una parte del mondo aspetta incantata che arrivi l’aurora.

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