Non esiste sempre la possibilità di separare le sensazioni positive da quelle negative con un confine netto e definito. Questa è la differenza tra un’avventura e una relazione. L’avventura trasmette una sola sensazione. Una relazione spesso le contiene entrambe.
Un’arena dove i sentimenti forti si affrontano. Si combattono. Si annullano. Un confronto nel quale ogni difetto viene braccato e ribaltato alla luce.
Si tratta in fondo solo di capire come affrontare questa battaglia. Come un personaggio “da film” o come una persona vera?
E con l’aggettivo “vera” intendo una persona capace di mostrare una certa sensibilità interiore. Un raggio di luce. Qualcosa in grado di tagliare quel cono d’ombra dove ognuno di noi lotta con le proprie frustrazioni, come può e come gli riesce.
Non ho un’idea chiara di come dovrebbe andare il mondo, ma continuo a scrivere e descrivere tutto quello che mi orbita intorno. A volte scrivo e ingoio critiche più o meno costruttive.
Ascolto opinioni contrarie alle mie. Lo faccio con attenzione. E cambio spesso il mio punto di vista, perché una storia osservata sempre con la stessa prospettiva difficilmente riserva le stesse scariche di adrenalina di una relazione creativa.
Peggiore di un limite al nostro agire, c’è solo un limite al nostro capire. E forse abbiamo più paura della nostra idea di come potrebbe essere una relazione, che di una relazione per come realmente è.

29 aprile 2015 alle 11:14 am |
E’ incredibile e frustrante il modo in cui la nostra mente è capace di rovinare qualcosa con una sua “idea” di quel qualcosa. Sarebbe tutto molto più fluido e io sarei serena.
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29 aprile 2015 alle 2:39 PM |
Siamo sempre portati a interpretare anche l’oggettività più spietata. Non è frustrante, è umano.
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